E' forse pleonastico scrivere che questo era il mese decisivo per le speranze azzurre di vedere sventolare la bandiera tricolore in quel dell’Arena de Porte de La Chapelle, e sono pochi i tornei, tra cui i Campionati Europei, a decidere le qualificazioni alle Olimpiadi.
È un decisivo bianco o nero, dentro o fuori, qualificato o escluso, un confine che si può configurare come quello che passa per la città sede del primo torneo di aprile, Uralsk nel Kazakhstan, attraversata dalla Linea di Von Strahlenberg che convenzionalmente separa l’Europa e l’Asia.
Sono ben 129 gli iscritti al Singolare Maschile ma sono solo 32, oltre agli atleti del tabellone principale, che potranno partecipare alle qualificazioni e da queste usciranno solamente 8 atleti, tutti indiani tra cui il diciannovenne Manraj Singh che si trova di fronte Giovanni Toti superandolo con il risultato di 21-17 21-12, stesso destino per Fabio Caponio contro Le Duc Phat, anche lui in lotta per occupare uno degli ultimi posti riservati agli asiatici nella Race for Paris. Il vietnamita, classe 1998, fatica a vincere (21-18 21-19) contro il pugliese ma una cosa buona la fa, dopo, quella di battere con un risultato molto simile un serio concorrente degli azzurri nella corsa per il traguardo a cinque cerchi, Kai Schaefer. Bottino di questa trasferta all’Energiya Sports Center: per i nostri 920 punti ciascuno rispetto ai 1520 del tedesco e dei 4000 dell’indiano Mannepalli, vincitore del torneo.
E dopo un International Series passiamo a un Future, dove gli altri ragazzi di Via Cimabue partecipano nel tentativo di migliorare la loro classifica BWF. Sede Malta, famosa per i suoi Cavalieri, e più esattamente al Cottonera Sports Complex, il più grande impianto coperto dell’isola con la capienza di 1200 spettatori.
Grande prestazione di Enrico Baroni che pareggia con una vittoria un vecchio conto con la testa di serie N°3 Mads Møller, con cui aveva perso in Portogallo nel lontano 2018, una maratona di 78 minuti conclusa in rimonta con un 25-23 finale che esprime la durezza dell’incontro. Dopo il danese è la volta della transalpino Arthur Wakhevitsch, superato sempre in tre set, la sua corsa terminerà ad opera dello svedese Kasra nei quarti e per non smentirsi anche quest’incontro lo porterà al terzo dove perderà per 14-21.
Supera le sabbie mobili delle qualificazioni Emma Piccinin battendo la giocatrice locale Clark e successivamente la polacca Volkova prontamente vendicata dalla connazionale Ulyana Volksaya nei 32esimi. Nel Doppio, affiancata dalla slovena Spela Alic, superano le maltesi Azzopardi-Haber per poi venir fermate al terzo set dalle sorelle danesi Nielsen che vinceranno successivamente il torneo.
Anche la Stiglich, dopo aver superata l’elvetica Ruhanda si trova davanti la Volksaya, che deve avere il dente avvelenato con le italiane battendo in rimonta l’azzurra nei sedicesimi.
Il clarense Alex Gozzini entra nel tabellone superando il danese Sklinggaard, il portoghese Gloria, nei 32esimi il magiaro Szerecz per poi essere bloccato dall’austriaco Wolfang Gnedt che verra’ sconfitto in semifinale dal connazionale Filimon, giocatore che avrebbe ancora minime speranze di andare a luglio sulle rive della Senna ma purtroppo, per lui, questa vittoria non porterà nessun punto per la “Race of Paris”.
Brevissima l’avventura di Martina Corsini, assieme alla svedese Miranda Johansson, sconfitte dalla coppia spagnola Alvarez-Lorenzo, meglio nel Misto dove arriva in semifinale superando nell’ordine: Rossello-Craspel (F), Sanjurjo-Carulla (E), li troverà gli ucraini Yakovlev-Tkach che con il risultato di 21-14 21-19 passano alla finale che li vedrà vincitori.
Dopo un bronzo Salutt, in coppia con Matteo Massetti, bisserà il podio ma sul gradino superiore con un cammino non facile visto che sia i danesi Klindt-Klinggaard, gli spagnoli Olivares-Perez, gli svizzeri Joliat-Zbinden li portano al terzo gioco mentre i tedeschi Dumler-Seibel si arrenderanno solamente agli over point 21-14 24-22. A non cedere saranno le teste di serie N*1, i norvegesi Flaaten-Rikheim numero 85 del ranking mondiale che metteranno al collo le medaglie d’oro.