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   Kral   

 

E punti su punti arriveremo a Parigi ... chissà ... forse - 2a parte



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Che errore! Nella prima parte dell’articolo avevo premesso che alla fine di Aprile ci sarebbe stato l’elenco definitivo degli atleti che avrebbero partecipato alle Olimpiadi, peccato che questo valesse, forse, per i primi 32 della Race for Paris, classifica stilata dalla WBF in base al punteggio accumulato in determinati tornei.
Dal 33esimo al 38esimo esiste una specie di zona franca dalle mille possibilità ma anche fra quelli che li precedono bisogna verificare coloro che si sono qualificati per due specialità, quelli che rinunciano, le rappresentanze continentali da rispettare più gli “universality place”. Quindi una zona grigia che può avere 16 varianti come quelli che l’occhio umano riesce a distinguere oppure 38 come quelli del RAL piuttosto che le centinaia elaborate dai display LED. È provabile che ci saranno manovre di palazzo visto la discrezionalità con cui verranno assegnati i rimanenti posti liberi ma perché questa lunga premessa? Semplice, il primo dell’elenco degli esclusi è Giovanni Toti che, guardiamo il lato positivo, è stato nello stesso tempo favorito da due episodi: l’eliminazione dalla classifica dell’ucraino Danylo Bosniuk per motivi extra sportivi e il fatto che l’exploit di Joakim Oldorff, arrivato sul terzo gradino del podio agli Europei a fianco di un corrucciato Axelsen superando il nostro in classifica, venisse vanificato dalla presenza già di un altro finlandese, Kalle Koljonen che grazie a 1268 punti di vantaggio esclude il connazionale dalla partecipazione alla 33esima Olimpiade. Meno fortunato è stato, giusto per citare un’atleta conosciuto dal pubblico italiano, Christo Popov che si è visto superare in extremis da Toma Junior che pur perdendo la finale per il titolo continentale ha strappato il pass per Parigi al fratello. Che forse potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere presente all’Arena de Port de La Chapelle grazie al diritto del paese ospitante di far valere una wild card, ma su questa possibilità non mi sbilancio, non essendo sicuro che la Francia, in questo caso, possa far valere questa opzione.
Nello stesso tempo un’immarcescibile Pablo Abian è riuscito, grazie alla conquista nel 2024 di 12200 punti rispetto ai 6870 del clarense, ad occupare l’ultimo posto utile “sicuro” riservato all’Europa.
Ma parliamo ora del Campionato Europeo che ha visto anche Gianna Stiglich scendere sulle court del Saarlandhalle di Saarbrucken, che continua a fare esperienza per rivaleggiare, speriamo assieme ad altre ragazze di Via Cimabue, con Yasmine Hamza per le future qualificazioni a Los Angeles 2028. Avversaria la numero 2 della nazionale ungherese Agnes Korosi, tesserata di lusso del Chiari per la Serie A ma mai utilizzata, che subisce nel primo set la vivacità della giovane italiana per poi, a metà della seconda frazione, prendere in mano le redini dell’incontro e volgerlo a proprio favore come si evidenzia dal risultato 17-21 21-15 21-13.
Per Fabio Caponio il tabellone ha configurato Tobias Kuenzi, un avversario che come lui potrebbe accedere nei 32 solamente se riuscissero arrivare in finale, obbiettivo difficilmente prefigurabile, comunque sia è l’elvetico a prevalere in due set cancellando ogni possibile velleità all’atleta pugliese. Nello stesso tempo anche per Oldorff il pensiero di superare Koljonen poteva veramente essere una chimera che però la realtà aveva reso quasi possibile ma purtroppo la sorprendente cavalcata del finlandese ha avuto come prima vittima Toti, a cui sarebbe stato sufficiente arrivare al secondo turno visto che Abian, che sognava la sua quinta sfilata sotto la bandiera a cinque cerchi, era caduto subito ad opera di Toma Popov Junior. Sono solo 2 i punti del terzo game che separano il nostro dal giocatore nato ad Helsinki ma che pesano come macigni, un 19-21 che obbliga ad aspettare le decisioni del CIO legate, come premesso, a diverse variabili. Cosa fare adesso? Non ci resta che sperare e nell’attesa, per il sottoscritto, andare su Internet per vedere il costo di un vessillo tricolore da poter sventolare a fine luglio in una assolata, affollata, antica olimpica capitale francese.
 
 
 

 

 



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