Infatti dopo la pausa nel pomeriggio si parte con il botto, il Re è tornato! Axelsen annichilisce Ginting con un parziale di 21-8, cosa è successo? Forse perché ha dormito meglio, come una nota pubblicità ci suggerisce o forse perché l’indonesiano mandava 3/4 dei suoi volani in rete o oltre il fondo campo? E’ giusta la seconda ipotesi, infatti alla ripresa del secondo set l’andamento si inverte ed è il danese a soffrire molto così come nel successivo che vede Axelsen partire bene per poi annaspare e quando sembra aver recuperato da un 12-18 alla parità succede un episodio che riporta alla memoria quello successo ad Antonsen il giorno precedente: scambio vicinissimo alla rete e l’arbitro italiano che assegna il punto all’asiatico tra le vibranti proteste del numero uno al mondo. “Sarà colpa di Alfredo” o di Betto? Fatto sta che Axelsen un pò frastornato perde, come avevo pronosticato, e non può riconquistare il trofeo che era stato suo anni fa. Una domanda: esiste l’Occhio di Falco, bene, e allora perché non utilizzare la moviola in questi casi? Passiamo ora alla sublimazione del Doppio Misto dove le due coppie sembrano muoversi in un ballo preordinato tanto erano eleganti le rotazioni mentre noi sappiamo bene che tutto si decide in una frazione di secondo nella quale l’avversario, oltremodo, tenta di nascondere il suo colpo. Sono Watanabe-Higashino a vincere questa partita da antologia superando i coreani Kim-Jeong per 21-15 21-17 lasciando poi spazio al singolare Lee Zii Jla-Lakshya Sen. Si dimostra subito un match duro in cui l’indiano fa capire che l’aver eliminato Antonsen il giorno prima non era stato frutto del caso. Perde il primo set 20-22 ma fa suoi gli altri lasciando di stucco il malese Lee che già si vedeva sul podio. È l’ora di Carolina Marin che riesce in due imprese: pareggiare i conti delle vittorie con la numero due al mondo e approdare alla semifinale. Chen Yu Fei lotta ma la spagnola che, stranamente urla poco ma gioca meglio, domina in tutte e due le frazioni tra le ovazioni del pubblico nonostante il fatto che sugli spalti ci fossero tanti spagnoli quanti italiani. (Nessun riferimento personale). Spazio alle novità visto che nel Doppio Maschile sono rimaste solo tre teste di serie e queste non sono i taiwanesi Lee-Yang, che vinceranno in due set sui thailandesi Jomko-Kedren e su quest’ultimo voglio fare una considerazione: è alto 163 cm! Eppure è arrivato ai vertici mondiali, questo a significare che il badminton è, come si ripete da sempre, uno sport per tutti. Dopo incontri estenuanti uno veloce, il cinese Shi Yu Qi parla con l’indonesiano Jonathan Christie nell’intervallo, dopo aver perso 21 a 12, e poi alza la mano a salutare il pubblico e si ritira, forse vittima di un problema al piede, almeno così è sembrato. Ed adesso veniamo all’ennesimo miracolo dei tulipani, se fossi Walter Molino, l’insuperabile illustratore delle prime pagine della Domenica del Corriere, disegnerei un Henri Vervoort che amorevolmente solleva da un imbiancato sepolcro con il numero in lettere romane “IV” la coppia Tibeling-Piek e la depone su un podio con i colori della Union Jack. Ma visto che so a malapena scrivere è meglio che metta, nero su bianco, i fatti: dopo un set incolore la coppia olandese prende le misure su quella di Taipei Ye-Lee e con una incrollabile determinazione fa suo quel passaggio alle semifinali agognato da anni. Rimangono ora tre Doppi maschili: il primo vede i favoriti Alfian-Ardianto superare con molta fatica i taiwanesi Lee-Wang che sprecano 3 game point nel secondo che, se sfruttati, avrebbero potuto cambiare l’andamento della partita.
Veloce, solo 31 minuti sono stati necessari ai malesi Chia-Soh per eliminare gli indonesiani Firki-Maulana mentre ce ne sono voluti molti di più (51) ai nipponici Hoki-Kobayashi per superare i cinesi He-Ren. Durante quest’incontro si è registrata la maggiore velocità raggiunta in questo torneo 475 km/h da parte di Kobayashi, lontana però dal record dell’indiano Rankireddy che arrivò a 565. Particolare curioso: nel regno delle miglia gli inglesi, da sempre ultra sciovinisti, sono in questo torneo costretti a dover utilizzare un’unità di misura diversa dalla loro, Brexit o non Brexit.
A sabato per le semifinali e… passi il migliore.