Mentre gli italiani si crogiolano sotto il sole rovente di un’agosto da temperature degne dell’Equatore gli azzurri sotto di lui vanno alla ricerca di quei punti che gli possano permettere di aggiudicarsi un posto alle Olimpiadi di Parigi cosa peraltro già fatta dal sottoscritto, ahimè non per meriti sportivi ma solo grazie al mero acquisto dei biglietti per l’Arena Porte de La Chapelle. L’ottavo mese dell’anno agonistico 2023 inizia in una delle località turistiche più gettonate del Sudamerica, le cascate di Iguazu nel Parana brasiliano al confine con l’Argentina, bene Unesco.
Quattro gli italiani al via, Fabio Caponio affronta antagonisti rappresentanti ognuno di una delle tre parti in cui il continente americano è diviso. Prima il messicano Luis Montoya Navarro che elimina al terzo set dopo 57 minuti di duro scontro mentre il successivo incontro con il sedicenne americano Linden Wang rappresenterà un impegno meno gravoso. A bloccarlo nei quarti il numero due locale Jonathan Matias, il “number one” lo ricordo è quel Ygor Coelho che gli appassionati italiani hanno già visto in azione all’International di Milano. Un duplice 19-21 sancisce la sconfitta ma evidenzia il distacco minimo che potrebbe, a breve, essere colmato con un giocatore attualmente al 63esimo posto del ranking mondiale. Cade subito a sorpresa invece Gio Toti, anche lui contro un “brasileiro” Waleson Evangeli Santos proveniente dalle qualificazioni. Ci pensa Judith Mair a controvertire questo andamento negativo contro i colori giallo-oro infliggendo a Gabriela De Souza Bernard Low un sonoro 21-7 21-7. Peccato che sul suo cammino ci sia Kate Ludik che gli bloccherà la strada, ripetendosi anche in finale contro Yasmine Hamza che dopo 2 messicane (Solis, Gaitan) e 2 locali (Ywata e la numero uno del torneo Juliana Viera) incontra la mauriziana in finale terminata al terzo game per 25-23 a favore di quest’ultima dopo quasi un’ora di battaglia. Medaglia d’argento e 2130 punti, obbiettivo più che soddisfacente.
Ritorno sul Vecchio Continente per i Mondiali che per la quinta volta approdano a Copenaghen, dove i migliori del mondo si esibiranno nella Royal Arena, il miliardario (in corone) palazzetto da 13 mila posti a sedere.
Solo maschi questa volta per l’Italia e un sorteggio non proprio favorevole assegna a Toti l’esperto Tzu Wei Wang, dal 2015 membro effettivo della nazionale di Taiwan e a Caponio il tailandese Kantaphon Wangcharoen, entrambi gravitanti intorno al trentesimo posto della classifica mondiale.
I ragazzi di Via Cimabue non riescono a sovvertire i pronostici mentre il doppio viene beneficato dalla Dea Bendata che gli assegna la coppia peruviana Guevara-Mini, superata agevolmente. Il tabellone portava in seconda battuta a Greco e Salutt una coppia tra le più rodate del circuito internazionale, da anni e anni tra le prime dieci del mondo Ahsan-Setiawan. Gli indonesiani imprimono il loro ritmo e fanno proprio il match per 21-12 21-14 in 22 minuti. Si chiude qui la prima parte dell’agosto azzurro, breve riposo in famiglia o allenamenti continui? Questo non mi è dato saper, comunque sia ci rivediamo a Tacarigua e a Yaondè, sempre con gli azzurri alla ricerca, come le massaie dell’Esselunga, dei preziosi punti dai 5 cerchi.