X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

All England o All Asia?



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Guardando le bandierine che apparivano sul Tournament Software già ieri, sabato, ti potevi fare un’idea della distribuzione nel mondo delle nazioni più forti nel badminton ma questa non è di certo una novità.
Solo 3 nazioni rappresentate nelle finali di cui una, l’Indonesia, solo nel Doppio Maschile che è un po il suo terreno di caccia preferito infatti ambedue i contendenti odierni giocano entrambi sotto i colori biancorossi di Jakarta.
Le altre finali sono distribuite equamente tra la Repubblica Popolare Cinese e la Corea, ed è quest’ultima che apre i giochi in quel dell’Utilita Arena, anche lei con entrambe le coppie nel Doppio Femminile, che fa diminuire un po l’interesse per lo spettatore, come me, che non avendo delle atlete preferite in campo di solito si schiera per la nazione che gli è più simpatica. In questo caso ho fatto come quando giocavo ai cavalli, mi sono affidato ai nomi più simpatici, in questo caso Kim-Kong per via dell’assonanza con il gorilla del film. Ed ho vinto, o meglio loro hanno battuto le colleghe Baek e Lee, anche se nei testa a testa precedenti erano quest’ultime in vantaggio per 2 vittorie a zero, in 43 minuti di gioco senza sussulti con scambi lunghi e monotoni con solamente la volontà di non sbagliare.
Tutt’altra storia nel Misto, con i Numeri Uno Zheng-Wang (RPC) contro i coreani Seo, il Bolle del badminton mondiale e la sua compagna Chae. Primi due set equamente divisi per 21 a 16, con scambi di un’intensità fuori dal normale in cui faticavi a vedere dov’era il volano e come faceva a passare da una parte all’altra della rete. L’apoteosi sull’otto a cinque nel terzo set per i cinesi, in cui le due coppie si esaltavano e mettevano in piedi una continuità di colpi che una volta terminato lo scambio, tutto il pubblico si è alzato ad applaudire i quattro atleti. Dopo tanto splendore 3 errori “banali” da parte di Seo tracciano quel solco che non viene più ripianato anzi, questi fanno perdere la fiducia al coreano, che diminuisce la pericolosità dei suoi colpi, tattica che contro simili avversari non ti puoi permettere. Finisce 21 a 12 e primo titolo della giornata per campioni dell’Armata Rossa.
Di nuovo un confronto Cina-Corea Chen e An, due cognomi minimal, ci fosse stata una thailendese mi sarebbe occorsa metà riga, ma di classe elevata visto che occupano il quarto e il secondo posto del ranking BWF.
La coreana, ricordo ai lettori, non aveva disputati i quarti contro la Marin, riguardo ciò fonti ufficiali affermano che la campionessa di Huelva aveva dei seri problemi respiratori, con frequenti colpi di tosse anche durante l’incontro, seppur vinto contro la malesiana Zhang, e su consiglio del suo medico e dello staff sanitario del torneo aveva preferito abbandonare la competizione.
Torniamo ora alle protagoniste dell’incontro, la loro conoscenza sportiva non era iniziata nel migliore dei modi con la An che subiva ben sette sconfitte consecutive mitigate da due vittorie negli ultimi 5 mesi. E quale occasione migliore per continuare a colmare questo “gap” se non questo Open inglese?
E ci riesce anche se un secondo set perso quasi arrendendosi alla cinese faceva presagire tutt’altra fine. Ma si sa ogni intervallo, lungo o corto che sia è una porta stagna e nella frazione conclusiva ripartiva nel migliore dei modi fino quasi alla fine in cui intravvedeva il primo posto del podio davanti a lei e tornava quella paura di sbagliare (volgarmente detto: braccino) che ti porta inevitabilmente… a farlo, ma una non perfetta campionessa olimpica nonché argento ai Mondiali non ne approfitta e il titolo va infine alla ventunenne coreana.
Finale Doppio maschile detta anche finale indonesiana, protagonisti Ahsan-Setiawan, soprannominati “I Papà”, per via della loro età, che combinata arriva alla somma di 73 anni, (con 2 vittorie agli All England 2014 e 2019) contro Afian-Ardianto, 54 il loro totale, che questa corona vorrebbero indossarla per la prima volta. E l’andamento della partita sembrerebbe avviarsi verso questa meta senza colpi di scena dopo la vittoria del primo set se nonché sul 20-17 a loro favore Ahsan si procura un infortunio che non passa neanche dopo le cure del medico ma per onorare al meglio la vittoria dei suoi avversari/compatrioti ritorna in campo per “onor di firma” e fa concludere l’incontro in maniera regolare con un sincero e caloroso abbraccio finale fra i quattro, per poi avviarsi alla premiazione sulla sedia a rotelle. Questa è una lezione di sportività che tutti noi dovremmo prendere ad esempio, ogni riferimento non è puramente casuale.
Epilogo di questo Super 1000, che per la prima volta supera il milione di dollari di montepremi, un incontro di soli cinesi che infervora la maggior parte dei presenti, presumo che sia stata la rappresentanza etnica più numerosa e anche più giovane sugli spalti a vedere e a sentire i continui “omaiò” che non ho capito cosa volesse dire, ripetuti ad oltranza e da personaggi diversi.
Incontro che si rivela all’altezza delle speranze dell’attesa con i protagonisti dotati di riflessi fuori dal comune o per meglio dire fuori della portata dei comuni mortali. Il primo set si conclude a favore di Li Shi Feng dopo aver fallito 5 game set, il suo avversario “solamente” 2, Alla ripresa Shi Yu cade, non sulla superficie, cosa fatta almeno decine di volte per recuperare malefici smash, ma in catalessi e con, presumo il peggiore parziale del torneo 5-21, alza bandiera bianca e abbandona ogni velleità di vittoria. Lo si vedeva proprio come se la perdita del primo set l’avesse svuotato completamente.
Si chiudono così questi All England con nuovi e vecchi personaggi alla ribalta e con una convinzione da parte mia, copiare, quasi, il più grande sogno di tutti gli atleti di questo sport! Che per loro è quello di vincere l’oro olimpico mentre per me sarebbe quello di essere uno dei 6700 presenti sugli spalti dell’impianto di Parigi 2024.
Quindi cosa dire? Appuntamento tra 18 mesi per tutti all’Arena Porte de La Chapelle XVIII Arrondissement.
 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963