Eh si, non si può dire altrimenti visto il trittico di vittorie ottenute dalla Piccinin che fa tornare alla mente l’ultimo che fu della Federica Panini nel 2010, preceduta nel 1997 da campionesse del calibro di Monica Memoli che ruppe la ventennale egemonia dell’Alto Adige ai Campionati Assoluti e da Petra Schrott, a cui il CONI nel 1992 impedì la partecipazione alle Olimpiadi di Monaco, nonché la pluri vicepresidentessa Claudia Nista e Christine Klotzner.
Siamo tutti, a parte le avversarie dirette, contenti di questi successi ma… alla soglia delle 500 partite disputate non sarebbe il caso che venisse deciso, da parte dello staff tecnico, la strada che dovrebbe prendere da grande? Le tre discipline in cui si divide il nostro sport al femminile una volta valicate le Alpi richiedono una specializzazione, altrimenti rischiamo di vederla veleggiare per i prossimi anni negli over 100, non per l’età bensì quella della posizione nella classifica BWF.
Nessun altro atleta ha fatto i doppio oro ma in 10 hanno fatto un abbinata di differenti o simil metalli mentre altri dieci hanno dovuto “accontentarsi” di una sola medaglia come Vittoriani, riesumato dopo un’anno di stop, l’ultimo suo torneo è stato il Norvegian preceduto da quello in Ungheria ma era proprio dall’edizione 2023 del torneo scandinavo che il nostro non calcava le court a livello internazionale. Quindi il suo ritorno (con tanto di wild card) è per creare un’alternativa ai Toti, Caponio e giovani emergenti vari o per la ricerca di punteggi societari? Bella domanda, me lo chiedo da solo.
D’altronde era il campione biennale uscente e ad una chance bene o male ne aveva, forse, diritto.
Oltre al danese-italiano anche Martina Corsini si è riconfermata al primo posto nel doppio di genere anche se stavolta, dopo tre anni di successi con Judith Mair ha cambiato partner scegliendo nell’ambito della propria società. Identica tattica usata da GianMarco Bailetti che dopo il successo del 2021 con Martina gioca assieme ad Emma, tornando così sul gradino più alto del podio. Vittorie che permettono al club meneghino del BC Milano di tornare dopo un decennio a sollevare la coppa, pardon il tronco, come società più vincente degli Assoluti. Non dobbiamo dimenticarci poi dei “new entry” (la Piccinin più che entrare ha divelto) Alessandro Gozzini e Luca Zhou che danno una ventata di novità nell’Olimpo del Badminton italiano. Ritornano così tutti a casa i 157 iscritti di cui 22 con il borsone appesantito, si fa per dire, dalle medaglie conquistate con un arrivederci, si spera nel (per ora) bistrattato PalaBadminton.