X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

Badminton e Pickleball



a cura di
Roberto Fava

Gemelli diversi, hanno qualcosa in comune.
Il campo. Uguali dimensioni e righe. Le differenze sulle righe sono minime e non influenti sul gioco. E allora? Pensare che tale disciplina potresse essere gestita dalla FIBa è un’assurda opportunità o una grande opportunità?
Il pickelball si sta diffondendo in modo imbarazzante. Uno sport molto popolare negli Stati Uniti, inventato nel 1965 dal membro del Congresso degli Stati Uniti, Joel Pritchard, e dal suo amico Bill Bell.
Chiaramente la FITP è già in preallarme ma non ha ancora definito l’ingresso della specialità nella sua struttura.
Ora, se pensiamo ad una gestione della Federazione Italiana Badminton, dove ci potremmo trovare con un numero importante di campi con le stesse dimensioni del badminton in giro per l’Italia…..?
Certo molti saranno all’aperto, ma quando piove anche loro non ci possono giocare….e quindi averli al coperto permette un rientro economico diverso. A questo punto pensare alla divulgazione delle due discipline in parallelo e dei relativi vantaggio di nuove ASA affiliate e numero di iscritti il passo è molto breve. Ma anche della immensa opportunità di parlare e offrire un palcoscenico nazionale e comunicativo di diverso tenore per il badminton non è da escludere, anzi.
Ne abbiamo voluto parlare con Giovanni Esposito, grande sportivo e segretario della federazione.
"L’argomento è molto intrigante perché parliamo di un’attività sportiva accessibile che ha conquistato gli Stati Uniti e sta entrando con forza anche in Europa
Ma cos'è il Pickleball? Per alcuni una specie di Minitennis, per altri una via di mezzo tra Badminton e addirittura Tennistavolo. Naturalmente non sta a me la scelta di campo, ma certamente sono d’accordo con chi sostiene che possa essere una delle discipline del futuro. Campi di dimensioni uguali a quelle del Badminton (credo solo un centimetro di differenza), rete più bassa, racchetta e pallina a rimbalzo controllato: giocarci sembra molto semplice e divertentissimo. Negli Stati Uniti ne vanno matti: il fenomeno è dilagante e conta già quasi 40 milioni di praticanti. Il 4 febbraio a Miami si sfideranno John McEnroe e Maria Sharapova contro Andre Agassi e Steffi Graff: un evento mondiale. Questo tipo di comunicazione favorisce nell’immaginario di tutti l’idea che - come già successo per il Padel – la casa della nuova disciplina sia la FederTennis che tra l’altro ha già una pagina dedicata, iniziative nelle scuole, tornei e iniziative promozionali avviate. Alle ultime Atp Finals di Torino, insieme alle vittorie di Jannik Sinner, si sono celebrati anche i primi campionati italiani di pickleball ma notizie di giornali riportano che il Coni abbia inviato una diffida ufficiale per lo sfruttamento abusivo della disciplina e il contenzioso dovrebbe essere sul tavolo di Giuliano Amato, Garante del codice di comportamento sportivo.
Al di là dei numeri mondiali da capogiro, è interessante che parliamo di una proposta adatta a tutte le età e soprattutto fra i più giovani molti non sono nemmeno transitati per il tennis o il badminton per approdare al Pickleball. Quindi una possibilità di ampliare un bacino di utenza e di mercato certamente da non sottovalutare. Al di là dell'angolazione (e delle fonti) con cui si guardano i numeri, c'è un dato innegabile: nessuna attività sportiva ha mai avuto una crescita esponenziale così rapida e intensa che fra l'altro sta impattando sull'economia spingendo addirittura case famose di moda sportiva a creare linee ad hoc mescolando sport e lifestyle nelle loro collezioni. Come tempo fa c'era l'abbigliamento mutuato da jogging e yoga ad esempio, adesso marchi come AbercrombieeFitch o Tory Burch hanno le loro variazioni in tema Pickleball.
Mi ha colpito anche la notizia che a New York si è arrivati qualche mese fa alla rissa nel West Village a forza di continue discussioni fra picklers e mamme infastidite dal toc-toc-toc e dall'impossibilità di far giocare serenamente i bambini nel parco o passeggiare con i cani. Insomma pro e contro da analizzare ponendo attenzione allo scenario internazionale dove diverse organizzazioni dichiarano di avere la leadership sulla disciplina. In Italia nulla è definito e siamo fiduciosi che si possa arrivare ad un chiarimento istituzionale per far sì che il Pickleball trovi il suo inserimento in uno statuto federale e quindi sia individuata di comune accordo la sua casa senza polemiche e discussioni. Credo che da parte della FIBa ci sia sempre stata la massima apertura a dialogare per trovare le migliori soluzioni per tutti e così sarà anche questa volta, se dovessimo essere in futuro coinvolti sull’argomento."
Roberto Fava
PS. Dopo il siparietto cabarettistico dato dalle risposte al post precedente CUI PRODEST ci auguriamo in questo modo di trovare opinioni sempre oggettivamente piacevoli sui nostri articoli definiti dal grande Rosario Maddaloni: "Come tutto quello che si legge su tutti gli articoli vostri insomma...." !!!
 
 
 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963