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   Kral   

 

Badminton in Europe



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Visto che Londra è vicina a Birmingham, e l’ultima mia visita a Buckingham Palace risaliva al 1991 perché non unire l’utile al dilettevole prima degli All England o meglio il dilettevole al dilettevole? E una volta a Londra, dopo aver consumato i marciapiedi delle strade più famose nonché i corridoi dei 3 più importanti musei nazionali, perché non cercare di rendersi conto della realtà dei club di badminton nella capitale della nazione che questo sport lo ha codificato.
Impegno quanto mai improbo, vuoi per le dimensioni di questa metropoli da nove milioni di abitanti e dalla non facile congiunzione astrale tra i miei tours turistici e la posizione delle palestre nonché gli orari che aveva ogni singolo circolo, comunque sia tre visite sono riuscito a compierle.
Il Victoria Badminton Club, attivo all’interno del Queen Mother Sports Centre con quattro campi, è stato il più facile da raggiungere visto che il mio hotel era nella zona (Westminster) della stazione dedicata alla regina che governò l’Impero Britannico nell’ultimo quarto del XIX secolo. La signora Ola, di origini polacche, mi accoglie e gentilmente accetta di rispondere alle mie domande: sono iscritti alla federazione inglese ma non hanno un’allenatore, quindi neanche un settore giovanile. Non vi sono sedute atletiche o tecniche, solo gioco per tre volte alla settimana 4 ore e mezza a seduta. Hanno due team maschili che partecipano a un campionato locale e saltuariamente qualche socio a dei tornei individuali. La composizione etnica riflette la storia antica della Gran Bretagna (quella del grande impero) e quella attuale come polo finanziario economico mondiale: 14 britannici, 14 asiatici e 4 europei, equilibrata a differenza di quella di genere che invece dichiara la presenza di solo 4 donne. Non mi sono esentato di chiederle anche le quote che versano i soci: 150 sterline per 3 mesi o 259 per 6 che danno diritto a 3 ore di gioco settimanali. (NdR: cambio 1 sterlina uguale a 1,17 euro).
La visita successiva è molto veloce: il Guy and Dolls, in un sobborgo nel nord-ovest della capitale è improntato solamente al gioco, nessuna velleità di partecipare a tornei o di effettuare allenamenti tecnici o tattici e il livello dei giocatori non è molto alto, come si può facilmente immaginare, si tratta di un’attività all’interno di un centro sportivo dove l’obbiettivo non è quello di sviluppare il nostro sport bensì quello coprire tutte le ore dell’impianto che sia badminton, korfball o floorball non fa alcuna differenza.
Migliore la situazione nell’ultimo club visitato, il Central London B.C. posizionato in Cadmen Town, a una decina di stazione della metro dal Big Ben. Sono iscritti alla federazione con oltre 2000 soci, dalle età più eterogenee, si parte dagli studenti universitari per arrivare a combattivi settantenni e i praticanti costanti sono all’incirca 200, con una folta rappresentanza femminile. Giocano in una palestra scolastica ma niente settore giovanile in quanto manca proprio quella fascia d’età tra i soci. Alcuni di loro hanno conseguito l’abilitazione ad insegnare ma nessuno si applica per farlo e quindi occasionalmente vengono organizzati degli stage, in passato in occasione di uno di questi era venuto Chris Langridge, bronzo nel Doppio Maschile alle Olimpiadi brasiliane.
Non partecipano a nessun torneo o campionato anche se alcuni soci sono chiamati a giocare in altri club. Per regolare le presenze in palestra, munita di 6 courts, il club, coordinato dal dottor Mohammed (persona squisita che mi ha invitato a giocare ma purtroppo il giovedì avevo già un impegno in un’altra “Palestra”, come spettatore però), si affida a Meetup e in questo caso si paga (10/13 £/x2h) solamente in base alle ore che si gioca, non esiste una quota mensile.
La maggior parte dei giocatori sono inglesi o di origine asiatica: cinesi, filippini, tailandesi, bengalesi e indiani. Per gli stati UE vincono i francesi e dei 446.000 italiani che circolano per il Regno Unito non vi è traccia, almeno in queste tre società.
Termina qui questa breve, incompleta, quanto mai poco affidabile indagine sui club della capitale, orfana oramai da qualche mese della, quasi immortale Regina Elisabetta II. Comunque se vi capitasse di essere di passaggio da quelle parti presentatevi nelle palestre recensite su Internet, è provabile che vi facciano giocare e gratis, e per questo, onde evitare di presentarvi a mani nude un consiglio: comperate un tubo di volani (£22). So good luck.
Nelle foto il Victoria e il Central London.
 

 

 



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