ono terminati da poco i Campionati Under e Junior al PalaBadminton di Milano senza aver dato a luogo a sorprese per quanto riguarda i primi posti,ad appannaggio delle teste di serie a parte il Doppio U13, qualcheduno potrebbe eccepire che anche nel Misto U17 è successo ma il valore dei vincitori sono la testimonianza di come nessuna classifica sia perfetta. Comunque sia gli ori sono stati fagocitati dai soliti noti, le cinque triplete rendono evidenti la disparità esistente tra le varie società visto che rappresentano I tre quarti dei titoli in palio, andati a club con un‘ultra decennale tradizione alle spalle. A fare la parte del leone la Lombardia che fa suoi quasi la metà degli ori, seguita dalle società dell’Alto Adige grazie al grande numero di atleti di livello che possono schierare in partenza, frutto di un lavoro iniziato più di mezzo secolo fa, terza di questa classifica la Sicilia non considerando le Fiamme Oro una regione, pur riconoscendo a questa istituzione statale il gran merito di supportare i nostri atleti di punta. Le altre sei regioni presenti, chi più chi meno, sono riuscite a salire sul podio potendo tornare a casa con una coppa o più, podi che possono dare lustro a livello locale e far apparire sui giornali della regione il badminton, visto che su quelli nazionali difficilmente lo si può trovare. Riuscirà la Semeraro, il nuovo sponsor federale farci recuperare questo gap? Magari ripetendo campagne pubblicitarie come 30 anni fa con flash sui canali commerciali che facessero vedere quattro atleti della nazionale seduti in un salotto dell’azienda lombarda e poi una fase di gioco molto intensa con la frase “Peccato che in campo non possiamo usare Semeraro”. Siete inorriditi da questa miscellanea tra il nostro amatissimo sport e la pubblicità? Ma se questo portasse nuove iscrizioni, la TV è ancora il principale media seguito dagli italiani, nuove risorse, parlo di euro non di belle iniziative inutili, per favorire i settori giovanili delle varie società, migliorare il livello degli allenatori e magari facilitare l’iscrizione alle varie manifestazioni da parte di un maggior numero di atleti non sarebbe male, tenendo conto che su 20 specialità di questo campionato solamente sette avevano della riserve, nelle altre 13 le iscrizioni non coprivano i tabelloni.
Disaffezione a un Campionato che per anni è stato agognato da tutti i giovani dei vivai o difficoltà economiche legate alla inflazione oppure il covid che ha bloccato per un lungo periodo il ricambio generazionale, staremo a vedere. Altra particolarità la presenza di più di una dozzina di coppie di fratelli o quanto meno consanguinei fra i 237 iscritti, segno che quando penetra tra le mura famigliari il badminton è più contagioso della varicella.
Comunque sia spero che quanto prima l’accesso a questi Campionati diventi un obbiettivo molto difficile da raggiungere, l’accesso alla vetta di una piramide a cui arrivare dopo severe selezioni. Sarebbe il segno che il tasso tecnico italiano si è alzato tanto da permetterci, nei tour oltralpe o extraeuropei, di partecipare a molti degli incontri della domenica, alias le finalissime.