Potrei io parlare male di “La Stalla” o di “Sposa Perfetta”? Per chi non li avesse mai visti, come il sottoscritto, sono reality trash trasmessi dai nostri “amati” canali televisivi dedicati a massaie annoiate e a divanisti di professione, in questo caso però tra i più esperti conoscitori del settore, 2 anni da direttore di “Chi”, troviamo il signor Umberto Brindani.
Giornalista con un curriculum niente male: Panorama, TV Sorrisi e Canzoni, Oggi e attualmente direttore responsabile di Gente , dov’era già passato vent’anni fa.
Descrivono il suo lavoro: “elegante ma efficace, segno di una grande professionalità” rivolto spesso a retrospettive a sfondo sociologico. Io questo signore non lo conoscevo prima di leggere la pagina che Fabio Morino ha gentilmente inviato alla nostra redazione ma non mi ritrovo in questa descrizione dopo aver analizzato la sua disamina del nostro sport, non mi dilungo su gli altri (tanto che c’era poteva inserire anche il ping pong, termine che fa adirare gli atleti del Tennis Tavolo), dileggiati dal signor direttore di “Gente”, spero che anche gli amanti di queste discipline esprimano una forte riprensione attraverso i loro mezzi di comunicazione.
In tante occasioni i giornalisti si ritrovano a dover scrivere su argomenti di cui non hanno assolutamente una qualsiasi conoscenza, come in questo caso, ma il buon senso, oltre che 40 anni di esperienza, dovrebbero portare a informarsi, perdere quei 10/20/30 minuti e telefonare (Meucci o Bell placet) a qualcuno che ti possa illuminare su argomenti a te ignoti.
Un obbligo, a mio parere, a cui l’autore del libro “Elogio dell’uomo perbene” (euro 3,20 su Ebay),dato alle stampe nel 2012, non avrebbe dovuto esimersi.
Ma la fortuna di molti giornalisti è che in tanti casi i lettori (il settimanale Gente ne vanta più di un milione) sono completamente all’oscuro dell’argomento trattato e quindi quello che legge lo ritiene verità.
Quanto è mai valida, purtroppo, la tipica frase: “Lo ha detto la televisione” o altri media.
E visto che bontà sua è in possesso di una laurea di Filosofia potrebbe fa ricorso all’esercizio retorico che i sofisti nella mitica Ellade adottavano per mostrare che ogni giudizio è relativo e che quindi non esiste uno ma molti punti di vista.
In parole povere il nostro dovrebbe, ripeto dovrebbe, rettificare quanto mai ha scritto e, per etica professionale, dare un giudizio INFORMATO sul nostro sport.