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   Kral   

 

Danubio grigio e nuova messicana dorata



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Una nutrita truppa italica si è mossa in direzione di Budapest dove, a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, si èsvolto l’International con 281 atleti a calcare le court della Sterbinszky Hall.
A mettersi in evidenza Martina Corsini ed Emma Piccinin che arriveranno ai quarti fermate dalla coppia mista, non di genere ma di nazionalità, Norrman (Svezia) e Wei (Francia). Nelle altre specialità le due milanesi termineranno ai sedicesimi del Singolare. Emma, dopo aver superato le forche caudine delle qualificazioni, viene stoppata dalla taiwanese Siang Syuan Lin mentre Martina con David Salutt lotta fino alla fine contro i danesi Johansen-Løber, ma dopo aver annullato ben 4 match point si arrende con i risultato di 19-21.
Andrà meglio per l’altoatesino nell’altro doppio con Matteo Massetti, i quali passano il turno battendo la coppia austroungarica Schausberger-Kereszti per poi fermarsi al terzo di fronte ai danesi Lundsgaard-Søby.
L’altro duo Alex Gozzini-Luca Zhou approda ai sedicesimi per poi venire battuto dalle teste di serie numero 2, gli argentini Oliva-Otero. I due invece nel Singolare non riusciranno ad entrare nel tabellone principale.
Obbiettivo che invece viene raggiunto da Thomas Bianchi e Kevin Strobl ma dopo bloccati dai danesi Brandt-Brunse in un incontro che parte male per i nostri (7-21) ma che viene seguito da un avvincente set con 6 set point sprecati dai 4 contendenti che termina a favore degli azzurri 26-24 che infine soffrono il successivo ritorno imperioso degli avversari 12-21.
Contendente particolare per Enrico Baroni, più che altro per la sua provenienza: il Marocco Indipendente che, presumo sia quella parte della nazione nordafricana ai confini con la Mauritania che da decenni vuole separarsi da Rabat. Ma lasciamo i problemi politici internazionali per tornare allo sport. Bourroum Driss viene superato in due set 21-16 21-11 mentre il belga Elias Brake, pur raggiunto sul 20 da Baroni nel terzo gioco resiste al ritorno del clarense per approdare al turno successivo con il punteggio di 23 a 21. “Ultimo ma non ultimo”, rivisitazione della frase nel Giulio Cesare di Shakespeare, per Christopher Vittoriani che riprende improvvisamente l’attività internazionale contro un’avversario alla sua portata visto che aveva già sconfitto Dimitar Yanakiev due anni fa al Latvia International. Questa volta però il mancino bulgaro fa suo l’incontro dopo quasi un’ora di gioco mentre nasceva una domanda: come mai questo ritorno alle gare dell’italo-danese? La risposta oggi la conosciamo.
E dopo aver descritto l’avventura del nutrito gruppo di Via Cimabue veniamo a Gianna Stiglich che invece si allena in Spagna e sola soletta, unica europea tra i cento iscritti ai XV Mexican International, affronta in prima battuta le Delgado e successivamente la Madera, sempre della nazione ospitante. Mentre in semifinale incontra una sua concittadina visto che nello stesso anno anche Rafaela Munar nasceva a Lima. Il derby viene vinto dalla Gianna che uscirà dall’Auditorio Morelos di Aquascalientes con una brillante medaglia d’oro per aver sconfitto in finale la guatemalteca Nikte Sotomayor che la precedeva nel ranking mondiale di quasi 60 posizioni.
 

 

 



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