Finalmente è arrivato il 715-B, no non è il sostituto dell’autobus che da Tiberio Imperatore arriva al Teatro Marcello in quel della Capitale, che tutti i giorni si fa aspettare tra l’ira funesta dei passeggeri in attesa bensì il disegno di legge che tutti noi dell’ambiente sportivo aspettavamo, perché dopo decenni, cosa dico, decenni finalmente è stato approvato!
Il nuovo comma che ha modificato l’art. 33 cita testualmente, in questo caso devo essere pedissequo visto l’importanza dell’evento: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le forme”. Bello, superlativo arrivato nel 75° della nostra Costituzione, quindi batte l’autobus prima citato che al massimo fa aspettare un canonico quarto d’ora, questo disegno di legge l’abbiamo aspettato ben un tre quarti di secolo.
Si, perché in attesa che gli abitanti dei palazzi del potere capitolini si accorgessero che lo sport esiste, non quello delle grandi manifestazioni dove colgono l’occasione per trattare i loro affari e vale sempre per poter apparire gratis su qualche giornale o tv, bensì quello di centinaia di migliaia di persone, per lo più volontari, che hanno svolto nel corso di tutti questi anni dal Dopoguerra ad adesso, con enormi fatiche e notevoli impegni a scapito del loro tempo libero e della vita familiare, senza aspettare questa ufficializzazione, la promozione dell’attività sportiva. Tutti noi, bene o male, abbiamo nella mente il ricordo del prete che organizzava il torneo nella parrocchia per poi iscrivere la squadra al campionato, l’operaio con la 500 che andava a prendere i ragazzi che abitavano lontano dalla palestra per dare anche a loro la possibilità di allenarsi, il professore che sotto la pioggia battente o sotto la canicola perdeva un pò di salute per istruire i suoi giovani allievi. Questi Signori, si con la S maiuscola, non hanno aspettato che questi novelli soloni legiferassero l’ennesima bandiera propagandistica, hanno agito mossi da quella molla che permette al nostro “sgarruppato” paese di vivere in un contesto civile.
“Bellissima” la pagina del 20 settembre che nel sito del Dipartimento per lo Sport presenta questa novità in cui, dopo aver espresso lodi su lodi su questa delibera, alla fine c’è anche l’auto incensamento di tutti coloro che hanno compiuto questa titanica impresa.
Perché descrivere in maniera così acida questa che,ha detta dei media, sarebbe la panacea di tutti i mali dello sport italico entrando nell’ombrello protettivo della Costituzione?
Semplice, già leggendo gli articoli uno e quattro si notano delle discrasie quando affermano che la nostra nazione è fondata sul lavoro: infatti lo Stato pagava migliaia di disoccupati a fronte di centinaia di offerte di posto di lavoro. L’articolo 9 che promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca ed infatti un alto numero dei nostri migliori cervelli sono andati a lavorare all’estero.
Articolo 16: sancisce la libertà del cittadino di uscire dall’Italia, chiedetelo ai vostri amici bolzanini che per un passaporto devono aspettare 230 giorni.
L’articolo 28, e mi fermerò qui avendo pietà per quelli che, bontà loro, hanno perseverato nella lettura di questo pippone (slang di origine incerta) cita che i funzionari e i dipendenti dello Stato sono responsabili delle violazioni nei loro compiti da loro compiuti. Una volta c’era Pianosa, adesso non basterebbe l’Elba. Quindi cosa cambierà dopo il 20 settembre, dopo l’ingresso nei 139 articoli che da anni regolano,si fa per dire, la nostra vita di cittadini, nulla ma, fate attenzione, sono il primo che vorrebbe essere smentito clamorosamente e vedere palestre progettate da specialisti del settore, spendere soldi in progetti che diano risultati e non paghette per gli accoliti, la costruzione di nuovi impianti e che quelli esistenti non vengano chiusi ad opera di dirigenti scolastici incapaci. Chi vivrà vedrà.
Roberto Lucio Scarabello
P.S.: non ho menzionato l’art.32 quello che si riferisce alla tutela della salute del cittadino, nella speranza che siate,purtroppo, sufficientemente informati sui gravi disservizi delle varie ASL.
2 P.S.: mi scuso con gli autisti per il riferimento negativo sul bus 715 che è frutto della mia fantasia, legata alla fama dell’ormai mitico disservizio del trasporto pubblico romano che i giornali riportano ogni tanto.