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   Kral   

 

Dove va lo sport - Alessandro Bizzotto



a cura di
Roberto Fava

Ecco il parere di un giocatore multisport,
I motivi del successo dei “nuovi sport”
L’opinione di: Alessandro Bizzotto
“Nessuno Sport è un’isola”, verrebbe da dire…
L’evoluzione e i mutamenti che possiamo osservare nella letteratura, nel cinema, nel Teatro e in generale in tutti i fenomeni di cultura e di costume sono il frutto, oltre che il riflesso, di un processo di cambiamento più generale, profondo e accelerato, della società contemporanea. Lo sport, evidentemente, “non è un’isola” e non può perciò ritenersi immune da questo genere di cambiamenti.
E’ altrettanto indiscutibile, a mio giudizio, che per comprendere l’effetto e la portata di questi mutamenti non sia opportuno approcciarsi a questi fenomeni (es. i “nuovi sport”) in modo superficiale, o peggio snobistico stilando classifiche di “dignità” o di valore assoluto, ma che ci si debba avvicinare senza pregiudizi e con il giusto spirito di “curiosità”.
In un mondo in cui è sempre più diffusa la tendenza, favorita soprattutto dalle logiche e dalle opportunità offerte dai social, a esprimere giudizi su tutto anche solo per “sentito dire”, preferisco al contrario focalizzarmi su ciò di cui ho esperienza diretta. Sto attualmente praticando, in alcuni casi molto intensamente, diversi sport di racchetta: dal nostro amato badminton al pickleball, dal padel al beach tennis ecc., senza dimenticare i quasi cinque decenni da me dedicati al tennis; per questo buon motivo mi accingo a parlarne, spero, con la necessaria cognizione di causa.
Questa crescita è avvenuta “per gradi” (prima gli ex tennisti e i Vip, poi i master, infine i ragazzi), ma è stata rapidissima e inesorabile.
I motivi?
Le regole sono semplici, si impara molto velocemente e ci si diverte subito. La tecnica può apparire relativamente scarna se raffrontata ad esempio con quella del badminton (di cui chi non conosce il nostro sport pensa la stessa cosa) ma sarebbe un errore non riconoscere che si è andata sempre più evolvendo, fino a distaccarsi ormai nettamente dal tennis. Anche perchè non ci sono più soltanto ex tennisti a praticarlo, ma molti “nativi padel”.
Tornando in generale ai “nuovi sport”, penso che sarebbe un errore ritenerli inferiori ai “vecchi sport”. Non lo sono, da nessun punto di vista.
Tecnica, tattica e preparazione fisica si evolvono, come in tutti gli sport, con l’evolversi dello sport stesso. Di conseguenza, diventa sempre più importante svilupparli e “lavorarci sopra”. Per fare un esempio il tennis fino a pochi decenni fa non richiedeva una particolare condizione fisica, diciamo che “bastava il braccio”.
Oggi non è più così.
Se andiamo a vedere bene, sono tante le similitudini tra questi “nuovi sport” e il Badminton. Serve comprenderle se si vuole capire come sviluppare il nostro affascinante sport che (e lo dico come premesso con cognizione di causa) ha dalla sua parte caratteristiche assolutamente uniche che, senza sottovalutare o dileggiare quelle degli altri, dobbiamo essere capaci di valorizzare e comunicare.
Uno Sport, per crescere, ha bisogno di allargare la platea dei suoi giocatori. Non ha però più senso pensare che la competizione per conquistarli sia “tra sport”.
Oggi, anche grazie al Padel e al Pickleball, il bacino potenziale di chi “pratica lo sport”, o vorrebbe farlo, è decisamente aumentato.
“L’appetito vien giocando”, verrebbe da dire…
E’ ciò che accade, per fare un esempio a me vicino, nello Spettacolo: più si va a Teatro e più si desidera andarci. Dramma e Commedia non sono in competizione, anzi.
In senso positivo, in tempi come i nostri tutto cambia e quindi può crescere molto molto rapidamente. Dovremmo perciò provare a comprendere cosa possiamo imparare da queste due “best practices”, sapendo che ciò che può fare la differenza è dare a più persone possibile l’opportunità di conoscere e provare questo sport, rendendo allo stesso tempo più accessibili le strutture per poterlo giocare.
Gli ingredienti per rispondere allo “spirito dei tempi” ci sono.
A noi essere capaci di combinarli nel modo migliore.
E’ questo, più di ogni altro, il tema su cui vale la pena ragionare e dibattere.
 

 

 



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