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   Kral   

 

Francesi - padroni di casa



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

... e dell'entusiasmo popolare.

Come un vecchio motore diesel l’Arena si via via riscaldando, sono aumentati gli spettatori e anche l’euforia che i giocatori francesi trasmettono al loro pubblico, praticamente la totalità dei presenti sulle tribune. Tanto da monopolizzare l’attenzione a scapito degli altri incontri che sembravano quei complessi che suonano nei concerti prima del grande cantante e che pochi se li filano.
È Toma Junior Popov che riesce a far sminuire le partite vicine riuscendo a strappare la vittoria su Ginting, con caparbietà e con un pizzico di fortuna, il volano che si incastra nelle corde della racchetta dell’indonesiano o la sua scivolata nel momento in cui avrebbe potuto chiudere l’incontro sfruttando uno dei tre match point.
Tanto che la possibile vittoria del misto algerino Mammeri/Mammeri sui singaporiani Hee/Jin stava tranquillamente passando inosservata, della Yamaguchi che seppelliva di punti l’australiana Teoh o di Watanabe che cedeva di fronte all’azero Dwicahyo, sembravano, come diceva Califano: “Tutto il resto è noia”.
Cosi come il tracollo di Alfian e Ardianto giunti sul 15 a 20 nel terzo set contro Hung e Lui di Hong Kong, spacciati direte voi, noi, tutti invece grande rimonta con Alfian che gioca lift, con la freddezza del campione, i due servizi sul 19 e sul 21. “Audentes fortuna iuvat” ovvero “Il destino favorisce chi osa” ma con tutta onestà purtroppo non è sempre vero.
Veniamo ora alla partita da noi più attesa: Hamza-Zhang, e si nota subito una certa remissività da parte della bolzanina che gioca quasi sempre di rimessa, anche se nei rari attacchi chiude con una buona percentuale di realizzazione. Scarsi gli scambi lunghi, per via dei molti errori non forzati ma è l’espressione del suo viso che denota una grande tensione, l’esordio in un Mondiale, l’obbligo di dover far bene hanno sicuramente condizionato l’azzurra di fronte a una statunitense in versione “fai da te” (non aveva neppure un compagno a fargli da coach) forte di più di vent’anni di carriera a livello internazionale. Risultato finale purtroppo 10-21 13-21.
Termina così l’avventura azzurra in questo Mondiale, compresa quella degli “Italiani da regolamento”, una specie molto particolare e rara per fortuna, parlo dei francesi Palermo e Maio e del peruviano Viale sconfitti, rispettivamente dai thai Teeraratsakul/Muenwong e dal coreano Kim, che grazie a un articolo nella normativa relativa alle iscrizioni al Campionato a Squadre di Serie A possono cambiare bandiera(alias nazionalità) come in una porta girevole. Basta per i primi sostituire il verde con il blu e il secondo raddoppiare il rosso e il gioco è fatto, italiani al 100%. Comunque oggi era anche la giornata dei due grandi Master, l’inossidabile Pablo Abian (guidato da una nostra vecchia conoscenza, il Direttore Tecnico Arturo Ruiz) che ha fatto vedere i sorci verdi al giovane inglese Rose prima di cedere in tre set e un’ora di gioco e poi Svetlana Zilberman, accompagnata dal figlio Misha, di cui per educazione non scriverò l’età ma ma solamente che ha 47 anni più della sua ventenne avversaria, la serba Andjela Vitman supportata da Mihajlo Tomic, da cui perdono in 2 set.
Devo menzionare altri due doppi transalpini che hanno resa bollente dell’Arena, quello dei Popov contro i malesi Man e Kai da cui perderanno dopo una estenuante battaglia e fin qui c’e lo si poteva aspettare mentre la sorpresa è venuta dal doppio femminile, unica specialità in cui non brillavano i nostri cugini. Lambert e Pognante hanno stretto alle corde le ex numero uno del ranking Baek/Lee, Corea del Sud, arrivando a poche lunghezze dal successo ma come diceva Boskov, ex allenatore della Sampdoria: “Vittoria è quando vinci due set”.
E passo dopo passo l’adrenalina cresce tra il pubblico e gli atleti e domani sarà…un Mercoledì da Leoni.

 

 

 

 



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