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   Kral   

 

I meridiani del badminton



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

95°-154° EST. Il mondo del badminton è tra questi meridiani.
“La medaglia la prenderò ma fare la finale ha un’altro significato”, questo è il pensiero di quasi tutti gli atleti al sabato mattina, a parte quelli che per diritto divino pensano che tocchi a lui giocare la domenica del torneo.
L’ orario di apertura viene anticipata alle 9,30 come al venerdì per permettere all’organizzazione di fare 2 incassi, quello mattutino fino alle 15.00 e quello serale dalle 17 fino, presumibilmente, alle 22,00 poi come tutti i tornei che si rispettino si finisce quando cade a terra l’ultimo volano.
La prima partita è uno dei tre derby cinesi, il Misto e qui scatta il giallo, non che uno dei giocatori impazzisce e scambia l’Arena per una pista d’atletica bensì la prima ammonizione. Si! Dopo 140 partite l’arbitro estrae il cartellino per sanzionare Chou, socio di Chen, che indifferente ai richiami aveva deciso di mettersi a posto il plantare della scarpa. È proprio vero, il badminton è uno sport praticato da persone violente! L’incontro finisce poi con la sconfitta dei connazionali Jiang-Huang al terzo set.
Il Singolare Maschile inizia con un drammatico 7 a 0 per Shi Yu Qi (codice fiscale SYQ96) che annichilisce un Li Shi Feng attonito di fronte agli smash e ai drop a fil di riga del connazionale, non riuscendo neanche ad arrivare alle due cifre a fine set. Poi gli ritorna in mente di essere il numero 6 del Mondo e le cose cambiano, da una mattanza si passa a un duello ad armi pari, dove si vede un Li vincere la seconda frazione. Gioco finalmente ai massimi livelli, tra l’entusiasmo dei tifosi cinesi, e non solo, presenti sulle tribune. Vince SYQ96 con il minimo scarto 21-19 ma quest’incontro è la dimostrazione, se ce ne fosse la necessità, che come Melbourne, 4 stagioni in un giorno solo, nel badminton ogni set possieda una storia completamente a se.
E dopo tre vittorie cinesi, da ricordare nel Misto il passaggio del turno di Feng-We sui coreani Lee-Chae, arriva il successo per il Sol Levante con Matsuyama-Shida contro Liu-Tan per il loro decimo incontro in poco più di due anni. D’altronde chi frequenta i piani alti trova, alla fine, la solita gente. Pratica scaramantica o educazione orientale la Shida, a differenza della Yamaguchi, saluta non una sola volta il campo ma tutti e quattro i suoi lati.
Non riesce a Lanier di migliorare il risultato di Toma Popov del 2024, anche lui si ferma alla semifinale nonostante la vittoria del primo set che aveva alimentato le sue speranze di gloria. Un blackout subito dopo l’intervallo del secondo gioco, con Lee che passa dal 10-11 a un 19-11 in un battibaleno, chiudendo poi per 21-14. Il coreano poi terrà saldamente le redini del gioco nell’ultima frazione aggiudicandosi l’ambita finale. Di buono per il ventenne Asterix è che ci sono almeno una decina d’anni di fronte a lui per tentare la conquista dell’alloro inglese.
Bestia nera per la Cina il Giappone, che con Fukushima-Matsumoto eliminano Jia-Zhang che già pensavano di riscattare la sconfitta subita in finale ai Malaysia Open di gennaio, torneo dotato di un monte premi di 1.450.000, discorso, per loro, rinviato a torneo da destinarsi.
Riesce invece alla An la vendetta (21-12 21-17) dopo un anno, quando la Yamaguchi la battè giusto in semifinale, anche se freddo è un piatto che si gusta sempre con piacere come il ghiaccio che a ogni intervallo l’allenatore posiziona sul collo della coreana.
Derby (parola fin troppo abusata ma non è colpa mia se poche nazioni monopolizzano il badminton mondiale) indonesiano dove sembra di assistere a un noioso doppio di tennis. Quattro, cinque colpi al massimo a scambio e via fino alla fine di un set durato, tempo record, 14 minuti per un totale di 35 punti. Poi tutto cambia e si ritorna al nostro gioco con Carnando-Maulana che in 59 minuti di gioco a livello mondiale regolano Butama-Isfahani.
Semifinale fratricida tra 2 figlie del Dragone Rosso, “Casco di Mogano” Wang, e Han, una delle poche che serve ancora corto dal basso come negli anni 90. Vince la prima nonostante un disperato tentativo finale dell’avversaria che per poco, 19 a 21 non riesce a portare l’incontro al terzo.
E in chiusura, che sarà alle 22,30 (anche i tornei prestigiosi sforano l’orario), avviene la caduta della sesta casella rossostellata, in rimonta i coreani Kim-Seo battono, come in India 3 mesi fa, i più quotati cinesi Re-Hen visto che li dividono ben 37 posizioni nella classifica BWF ma questo in certe situazioni ha più un valore statistico.
Domani nessuna possibilità di replica di vittoria dell’anno precedente visto il ritiro di Zheng (DX) e il problematico ritorno di Carolina Marin, ferma oramai dall’infausta semifinale di Parigi. Ma questo non precluderà finali stellari.
 

 

 



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