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   Kral   

 

Il badminton per tutti - finalmente



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Che bello il torneo d’Alba, e molti potrebbero rimanere perplessi di fronte a questa mia affermazione, visto la mancanza di campioni italiani o azzurri, logicamente senza voler sminuire gli oltre settanta iscritti. Nella giornata odierna sono scesi in campo per lo più le seconde, terze e anche le quarte linee, in fondo è un challenge a livelli, quindi lo spettacolo dove poteva esserci,se non in qualche raro incontro, sperando che nessuno si possa risentire di questo mio giudizio. Il vedere due quindicenni divertirsi nonostante gli errori reciproci, ma proprio per questo meno evidenti (per loro), con scambi prolungati che parevano più degli colpi di allenamento che il tentativo di fare punto potrebbe denotare scarsa tecnica, pochezza tattica ecc ecc. Tutto vero, ma cosa potevamo pretendere da due esordienti?
Sono rimaste in campo una buona mezz’ora e sono uscite tutte e due col sorriso tanto da non capire chi alla fine avesse prevalso sull’altra, per ovvi motivi, contemporaneamente seguivo altri incontri e non ho visto l’autrice del colpo vittorioso.
Cambiamo ora scenario: torneo con formula chiamiamola “tradizionale”, queste due ragazze avrebbero incontrato probabilmente 2 avversarie della loro stessa età con uno, due, facciamo tre anni alle spalle di allenamenti.
Scambi conclusi dopo pochi colpi nell’assoluta impotenza delle neofite che poco avrebbero riso ma molto risentito della loro manifesta incapacità. Lascio a voi indovinare i pensieri che avrebbero aleggiato nel loro Io deluso, questa sera e nelle prossime giornate.
Altro episodio, e qui entra in gioco più che Cupido con la faretra uno shuttler che colpisce la moglie con il volano, visto che dopo il si all’altare, la bencapitata (neologismo) oltre a mettere al mondo un figlio, che ora ha un’anno, si è trovata “costretta” a seguire il diletto, forse qui esagero, sposo in campo. Anche se non sarebbe obbligata visto che nella formula nunziale che termina con “amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita” il badminton non viene menzionato, neanche di straforo.
Bene, questa coppia avrebbe dovuto confrontarsi con la “tradizionale”, visto la maggiore età, con coppie senior, in questo caso la somma degli anni di esperienza degli avversari la lascio fare a voi.
Andamento dell’incontro? Uno stillicidio di volani scagliati, nel misto la tattica normalmente è questa, contro questa giovane mamma, rea solo di essere convolata a nozze con un appassionato del gioco della racchetta & volano. Immaginate quindi il ritorno a casa dei due, con la donna mortificata dai tanti colpi sbagliati e dalla relativa sconfitta della famiglia, per suo demerito.
Formula a livelli: giovane coppia contro giovani avversari, incontri che vedevano il marito faticare il doppio del dovuto e la sua dolce metà chiudere diversi punti a rete. Finale con il risultato inimmaginabile all’inizio, la vittoria dei due. Al posto di bere, e qui di nuovo calco la mano, lacrime amare i due coniugi brinderanno con il vino messo a disposizione dallo sponsor che, visto la posizione di Alba, non poteva essere che un viticoltore.
Cosa potrebbero dire a questo punto i “puristi”, quelli che vedono solo nella ricerca della perfezione l’unico motivo per scendere in campo. Quattro atleti inutili per la causa olimpica, eterno obbiettivo, che non hanno speranze future, se non quelle, probabilmente di rimanere eternamente nei bassifondi della classifica nazionale, anche se in cuor mio, vorrei che queste previsioni venissero smentite clamorosamente.
Tempo perso per gli allenatori dei loro club, abbassamento del livello generale del gioco, stolti! Guardano il dito al posto della Luna. Tutti gli sport si basano per la maggior parte su migliaia, centinaia di migliaia di giocatori o ex di livello basso, bassissimo: il calcio, il paddle, il ciclismo dovrebbero insegnare qualcosa.
Quindi sarebbe opportuno che più società richiedessero, per il 2023, l’assegnazione di tornei a livello o ancora meglio la federazione tramutasse tutti i challenge nella formula che a Chiari, Novi ed oggi ad Alba hanno dato lusinghieri risultati e qualche incongruenza, come è giusto che sia, visto che nessuna formula o classifica ne è immune.
Resto in attesa delle vostre considerazioni: vogliamo rimanere uno sport di nicchia dove se non inizi tra i 10 e i 12 anni sei tagliato fuori da ogni possibilità di miglioramento o vogliamo aumentare il numero dei praticanti?
“A voi l’ardua sentenza”, no, non l’ho creata io questa frase, prima di me un certo Manzoni Alessandro l’ha scritta, non riferita al badminton, ma a Napoleone.
 
 
 

 

 



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