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   Kral   

 

Il dilemma dei campi



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Campo 1 o campo 2, campo 3 o campo 4 - questo è il dilemma!
Utilizzo questa frase amletica visto che Birmingham è ha qualche miglio dal paese natale del grande drammaturgo Shakespeare. Il dubbio di quando sei seduto sulle gradinate dell’Arena è sempre quello: quale incontro seguire? Comunque sia inizierò con quello che vedeva il numero uno del mondo affrontare il taiwanese Chou, uno dei pochi ad non avere un allenatore bensì la fisioterapista nonché esperta motivazionista Vittoria Kao, che segue sempre con ardore l’andamento delle partite. Nonostante il supporto morale però è Shi Yu Qi a passare il turno. Veniamo ora alle statunitensi Corbett-Gay nonchè la singolarista Zhang che vengono eliminate dal torneo, ne ha da passare ancora dell’acqua sotto i ponti prima che le ragazze di Trump e Mask riescano a conquistare il pianeta Badminton. Vittoria in rimonta invece per Gicquel-Delrue, con la francese che da terra colpisce il volano che, beffardo, si avvinghia alla fettuccia della rete per poi cadere nel campo avversario. Questa la molla che da inizio alla riscossa nel secondo set per chiudere poi il terzo con un 21-14.
Scontro, pacifico, tra le due città stato Hong Kong (a statuto speciale)con NG Ka e Singapore con Loh Kean, come già era successo nell’edizione 2024. Incontro molto avvincente che ha visto prevalere quest’ultimo che continua la sua striscia vincente nei confronti del hongkonghese.
Il Gigante e la Bambina si potrebbe definire la coppia danese, lui Toft alto 2 metri lei, Magelund 1.66 ma a parte questi dati statistici il match per loro contro i thailandesi Kusharjanto-Widjata si mette subito male e nonostante l’aver recuperato il set iniziale perso soccombono poi lasciando agli avversari il passaggio del turno. Grande prova invece della Gilmour che deve vedersela niente di meno che contro la An a cui strappa uno splendido secondo set, per poi nell’intervallo scappare, nel vero senso della parola, in bagno dove probabilmente ha dimenticato le misure del campo, visto che nell’ultima frazione di gioco almeno una dozzina di volani li ha spediti di buona misura fuori dal rettangolo, concludendo con un misero 8-21. Per una britannica che sparisce, dal tabellone, una coppia d’oltre Manica che invece continua la sua luna di miele, sono logicamente i Mairs che sconfiggono i thailandesi Ouothong-Sudjaipraparat. Intanto sul campo 2 veniva preso, si direbbe in ambito calcistico “a pallonate” (13-21 10-21) il povero Jonatan Christie che deve subire la furia di un Sen che vorrà, almeno lui spera, portare di nuovo l’India sul gradino più alto del podio come fece nel 2001 l’attuale coach della sua nazionale Puppela Gopichand. Episodio da libro Cuore, durante il doppio Tan-Thinaah, Malesia e Rahayu-Ramandhati, Indonesia, la Tan si infortuna sul 15-8, con il primo set già vinto. Non cede e nonostante che le sue avversarie, cinicamente ma giustamente, (questa è la dura legge della court) sparassero su di lei riesce a chiudere in piedi e siglare il definitivo 21-14. Vitidsarn le tenta tutte per battere Lanier, anche mirare agli attributi del Gallo francese, ma questo resiste e fa capitombolare la medaglia d’argento delle Olimpiadi, che lui aveva dovuto vedere da spettatore avendo iniziato tardi la “Race to Paris”. Così il novello Asterix transalpino rimane l’unico singolarista a difendere i colori della “Grandeur” visto che Toma Popov, dopo 75 minuti di dura lotta, viene eliminato dal cinese Shi Feng Li. Dopo l’esultanza per Sen i numerosi spettatori indiani vengono rattristati dall’abbandono della coppia Rankireddy-Shetty per infortunio quando erano sotto di un set nei confronti dei cinesi Xie-Zeng. Ore 16,30 tutti asiatici i 14 giocatori/giocatrici presenti sui 4 campi di gioco premessa di quella che sarà la giornata di venerdì con solo due bandierine e tre presenze europee nei quarti. Comunque saltano le mie previsioni di un derby coreano in finale nel Doppio Femminile visto che sia le Kim-Kong e le Baek-Lee(teste di serie N°1) vengono buttate fuori, le prime dalle indiane Jolly-Pulella e le seconde dalle figlie del Dragone Rosso Jia-Zhang.
AA cercasi, non è un annuncio pubblicitario bensì è il tentativo di trovare Anders Antonsen, visto che sul campo lo davano come assente, almeno il suo connazionale Axelsen ieri un moto d’orgoglio nel secondo set l’aveva avuto. Lui, quasi inebetito, ha subito il gioco del taiwanese Wang, per poi alzare non la bandiera rosso crociata bensì quella della Croce Rossa per un finale inglorioso 10-21 13-21.
Come poteva finire una giornata così densa di avvenimenti, con la ciliegina sulla torta! Il doppio Alfiano -Ardianto e Kang-Ki. I veterani, 454 partite alle spalle e i Black-Blond Boys con solo 7 partite assieme, che danno origine a un incontro che durerà 80 minuti, 135 punti totali e almeno 6/7 tubi di volani bruciati.
21-18 25-27 23-21 questo è il punteggio che ha tenuto inchiodati per l’undicesima ora di torneo gli irriducibili spettatori presenti che hanno potuto godere di un badminton all’ennesima potenza. Vincitori i coreani sugli indonesiani, che sperano di ripetere il successo del torneo di Orleans di pochi giorni fà, staremo a vedere.
E domani vedremo se i transalpini, insieme ai beniamini di casa riusciranno a difendere dall’orda asiatica l’onore del Vecchio Continente
 

 

 



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