Italia sí - Italia no
a cura di
Roberto Fava
Italia gnamme, se famo du' spaghi...
Seguendo la linea musicale di Lucio Scarabello presente nel suo articolo sui Challenge a livelli, utilizzo Elio e le storie tese ne La terra dei cachi per introdurre una valutazione estremamente personale sui risultati agonistici internazionali degli atleti azzurri. E parto da un presupposto che vorrei chiarire da subito onde evitare interventi a volte maldestri dei parenti di turno: gli atleti sono fuori discussione. La loro voglia di esserci, di allenarsi, di accettare ogni e qualunque situazione pur di primeggiare è fuori discussione. Non sono loro l’oggetto della valutazione ma i soggetti e quindi sono gli attori, non certo i registi.
Judith Mair e Martina Corsini e il loro argento agli Uganda International sono il frutto del lavoro collegiale della struttura federale, nessuno escluso. I meriti vanno divisi fra tutti coloro che hanno in vari modi e metodi al raggiungimento della medaglia. Rimane il fatto che le nostre due n°47 BWF rimangono ben davanti alla posizione delle indiane vincitrici, ma possono esserci diverse cause per questi numeri e non sono di mia competenza.
Yuri Ferrigno e il suo oro in Doppio Misto insieme alla sua compagna storica Pilar Jauregui (argento nei mondiali di Tokyo para badminton 2022) è il prodotto di grande tenacia e disponibilità finanziaria dell'atleta ravennate, per gestire gli allenamenti al PalaBadminton di Milano unitamente alla sua allenatrice Meg Sonoda, alcune trasferte (come questa). In questo caso la struttura federale ha meriti molto defilati.
Gianna Stiglich e il suo argento. Atleta peruviana cresciuta sportivamente in america con passaporto italiano e allenata da quasi due anni dalla equipe spagnola in terra andalusa. Usufruisce di un progetto tecnico speciale sostenuta dalla federazione. Quale sia questo sostegno non è stato specificato. Ma rimane il fatto che i suoi meriti, e quindi i risultati di questi meriti, sono da ricercare fuori dai nostri confini.
Riassumendo. Italia sì, Italia no Italia gnamme. Il nostro badminton è questo. Il nostro livello è questo. I risultati non sono sempre lo specchio dell’impegno e dei progetti di chi, con giusta volontà ma qualche criticità, cerca di raccontare una storia che è diversa dalla realtà. Personalmente credo maggiormente e penso nello stesso modo che nella realtà ci possano essere enormi opportunità di crescita e di conoscenza. Tutto il resto serve ai pochi per far credere ai tanti che il domani è oggi.
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