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   Kral   

 

La Cina non è vicina



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

... anzi si allontana (come medagliere)
 
E sono già due le medaglie d’oro che la Cina Popolare inserisce nel suo palmares olimpico a dir poco eccezionale, arrivando così a quota 50, l’ultima delle quali è stata conquistata nel Doppio Femminile arrivando così a ben 22 del metallo più nobile. È assodato però che non possano fare l’en-plein visto che nessun suo atleta è riuscito ad entrare nei primi quattro del Singolare, evento che non avveniva da Barcellona 1992.
La finalissima presentava nella fase conclusiva del primo set una sorpresa, le sfavorite Liu e Tan che arrivavano sul 20 a 16 a un passo dall’acquisizione del set, e qui scatterebbe la mitica frase che ogni allenatore ricorda ai suoi allievi: “Non arrendetevi mai”, anche se in questo caso però non poteva succedere visto che erano entrambe senza coach essendo della stessa nazione.
Quindi Chen e Jia se lo saranno dette tra di loro e in men che non si dica ecco sei punti sei che ribaltavano un finale già scritto…quasi. Il secondo segue invece il copione previsto con le capoliste della classifica mondiale che rimangono in testa fino al 21esimo punto senza tentennamenti riportando a Pechino il titolo le mancava dall’edizione brasiliana.
Meno entusiasmante la semifinale tra le giapponesi Matsuyama-Shida e le malesi Thinaah-Tan (sembra che con questo cognome devi giocare per forza a badminton, più o meno come Lee), con scambi lunghi, si è arrivati a 73 colpi in quasi 80 secondi di gioco e con qualche sporadico colpo d’autore, ad ogni modo sono le nipponiche che si impongono con un duplice 21-11 che esprime la differenza di valori in campo.
Le premiazioni sono state logicamente, si di grande ufficialità, ma di grande festa visto il folto pubblico di parte cinese che assiepava gli spalti dell’Arena con le loro bandiere rosse. E si è di nuovo visto il famoso contenitore di cartone dato agli atleti sul podio che contiene, non è più un mistero, il poster di Ugo Gattoni,che al sottoscritto ricorda un po lo stile di Jacovitti. E se qualcuno fosse interessato, anche se non è tra i primi tre grandi delle Olimpiadi, può possederlo acquistandolo su Internet [n.d.r.].
Nella mattinata si erano intanto svolti i quarti del Singolare Femminile che vedeva la Yamaguchi partire col botto sulla An per poi calare in maniera vistosa nel terzo set 8-21 permettendo alla coreana di proseguire la sua corsa all’alloro olimpico, essere la N°1 al Mondo non gli basta. Sulla sua strada si troverà la indonesiana Tunjung, che dopo aver annullato tre set point alla thailandese Intanon, si è aggiudicata la prima frazione di gioco per 25 a 23 mentre nella seconda, sul 7 pari, ha “suonato la carica” e con 12 punti consecutivi ha chiuso la pratica per l’accesso alla semifinale, punteggio finale 21-9.
Nessun problema invece per la Marin, l’Aquila di Huelva, che senza patemi d’animo supera la nipponica Ohori, continuando così l’ambizioso traguardo di riconquistare l’oro olimpico, che fu suo a Rio 2016. Traguardo che non potrà raggiungere invece Chen Yu Fei, colpa o merito della connazionale He Bing Jao che in un colpo solo pareggia gli scontri diretti (8 a ?? e si vendica della sconfitta subita in semifinale a Tokyo 3 anni fa.
Terzultima giornata così terminata ma non sono finite le emozioni, ci sono ancora nove medaglie da assegnare, che resterà fuori dal podio? La risposta nelle prossime puntate.
 

 

 



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