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   Kral   

 

La TV di Stato e il badminton



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Si sono svolti 30 giorni fa i Campionati Mondiali Rowling Beach Sprint e Coastal Rowling ad Antalya, nota località turistica turca. L’Italia si è distinta con il bronzo di Fugazzotto e altri ottimi piazzamenti, bene e a questo punto mi immagino la domanda: “Ma a me cosa me ne frega!”.
Giustissimo, cosa centrano queste specialità della Federazione Italiana Canottaggio con il badminton?
Niente! L’idea di questo articolo nasce dal fatto che mesi fa avevo visto sui RAI SPORT canale 58 questa che per me rappresentava una novità assoluta, conoscendo il canottaggio solamente per le classiche 14 imbarcazioni olimpiche, a cui ora si aggiungeranno a Los Angeles tre specialità per la Beach Sprint.
Benissimo e il badminton? Appunto, il badminton zero! Il canale di stato RAI ha concesso a questi campionati svoltosi ad ottobre 2025 ben due ore in una fascia oraria oserei dire ambita, da mezzogiorno alle quattordici. Non conosco se vi sono state delle repliche, per mia fortuna non passo tutta la giornata davanti allo “specchio delle brame”, repliche tanto amate dal creatore del palinsesto del 58 che ripropone a volte la stessa gara 2/3 volte.
Comunque sia nella mia carriera di telespettatore non mi ricordo di aver assistito su un canale di stato a un torneo di badminton, vuoi che durante le Olimpiadi di Parigi ero, per mia fortuna, nell’Adidas Arena ma a sentire gli appassionati che seguivano da casa le trasmissioni a cinque cerchi il badminton veniva trasmesso prima delle nove, essendo lo sport più mattiniero, per poi scomparire o quasi, a favore di altre discipline.
La domanda che mi pongo e che vorrei condividere con voi è: Why? Perchè? Possibile che altri sport “minori”, bocce, orienteering, karate, biliardo ecc ecc abbiano fondi, atleti di spicco, sponsor, amici in paradiso per poter apparire su questo canale che rappresenta, dati 2024, allo 0,72% dello share che bene o male rappresenterebbe centinaia di migliaia di persone che, bontà loro, il badminton non lo conoscono.
Perché quando sento parlare di visualizzazioni su Internet, sono contento, ma si parla di utenti che già conoscono il nostro sport. È, penso inutile ricordarvi che gli algoritmi che decidono cosa farci vedere dipendono per la maggior parte da quello che noi digitiamo, quindi se il signor Carlo Rossi non schiaccia i tasti B A D M I N T O N difficilmente potrebbe vedere Axelsen, la Tan o Gio Toti comparire sul suo schermo.
Come porvi rimedio? Non essendo introdotto nella stanza dei bottoni che decide cosa mandare in onda non ho logicamente magiche soluzioni. Ma e il CONI? Che ricordo è un ente pubblico. Se lavorasse per l’equità di tutte le federazioni a lui affiliate non sarebbe male ma…ma ho paura che siano altre le problematiche (quelle personali), che assillano i dirigenti del Palazzo H del Foro Italico.
Voi cosa ne pensate? Non vi chiedo di scriverlo, sarebbe troppo ma almeno fatevi un idea a riguardo.
Perché noi (badminton) no?
 
 
 

 

 



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