Scompaiono Africa e Australia dai tabelloni mentre sopravvive l’America del Nord, o meglio il Canada, e 11 caselle europee confronto alle 69 asiatiche. Ma questo è il badminton con il meridiano centrale che è spostato, rispetto al solito di Greenwich, sul 115 Est di Hong Kong.
Iniziamo con un incontro che per me rappresenta in maniera esemplare il nostro sport: Loh viene caterpillarizzato dal giapponese Naraoka che gli concede solo 5 miseri punti nella prima frazione di gioco, nonostante questo il pensiero dell’allenatrice singaporiana è quello di ricordare al suo atleta, 28 anni, (preso dal gioco se lo era dimenticato), di chiedere scusa all’avversario per averlo colpito con il volano. Ma dopo un inizio così disastroso Loh si riprende e si aggiudica l’incontro con un duplice 21-19. Tutto questo si può sintetizzare in due parole: Educazione e Competizione, che possono tranquillamente convivere anche se purtroppo queste regole non vengono seguite da altri sport.
L’atmosfera diventa da Colosseo dell’antica Roma quando, dopo che il Misto Gicquel-Delrue aveva sconfitto in rimonta i taiwanesi Ye e Chan, Christo Popov si aggiudicava il primo set sul il Number One Shi Yu Qi. Il cinese non ci sta e nonostante un tifo “leggermente” sbilanciato 6000 francesi contro una cinquantina di supporter del Dragone Rosso, rimette le cose a posto e si aggiudica l’incontro.
Un moschettiere in meno. Particolare curioso Fabio Betto, l’unico italiano che ancora può scendere sui campi, o meglio ai lati, sul 16 pari del terzo set segnala un errore di servizio al francese e viene di conseguenza seppellito da una colossale bordata di fischi. Questo vuol dire fare l’arbitro, complimenti. Intanto ricordo che sono passati, tra l’indifferenza del pubblico gente del calibro della Yamaguchi, Christie, la Pusarla sulla Wang Zhi Yi numero due del ranking, la Regina An e il canadese Lai, quest’ultimo favorito da un tabellone compiacente. Ed ecco scendere nel primo pomeriggio la giovane speranza del badminton d’oltre Alpe, Alex Lanier che rinfranca immediatamente i presenti portandosi sul 17 a 12 su Weng. Il tempo di andare a prendere un caffè (5 minuti) e al mio ritorno trovo stampato sul maxischermo un 21-18 a favore del cinese che nel secondo prenderà subito il largo lasciando nello sconforto l’avversario e suoi tifosi. Secondo Moschettiere eliminato. Dimenticavo di segnalare un mio errore! Non mi ero accorto che era in programma il derby cinese Gao contro Han, vinto da quest’ultima, quindi niente record per quanto riguarda l’assenza di scontri diretti fra cinesi dopo i primi due turni.
Nel frattempo Vitidsarn se la vede brutta contro Farhan che lo tampina punto su punto nel finale terzo set per poi cedere 20 a 22.
Ed esce dal taschino dell’arbitro il primo cartellino giallo, motivazione: la giapponese Matsumoto, tramortita per l’aver fallito tre match point, continuava a ciondolare lasciando in una estenuante attesa la bulgara Stoeva, che per nulla deconcentrata metteva poi a segno i due punti finali 22-20 aggiudicandosi il passaggio del turno. E veniamo all’incontro che di per se vale il biglietto Antonsen contro Toma Junior Popov, un inizio devastante con il danese che con 10 punti a 0 dopo l’intervallo gela il pubblico lasciando a 6 il malcapitato francese. E qui entra materialmente in campo il tifo “bleu” che continuando ad incitare il proprio beniamino lo fa resuscitare, merito anche dei tanti errori gratuiti di Antonsen, portando in parità il match. Siparietto curioso: era talmente alta la tensione che Toma, quello Senior, teneva il ghiaccio, solitamente utilizzato dal figlio, sul collo per abbassare la temperatura che nonostante fosse seduto sicuramente si era alzata a dismisura. Poi nel terzo nonostante i tre match point mancati dal danese, tra il delirio del pubblico, Popov cede e con lui scompare il terzo moschettiere. La speranza di vedere così salire sul podio del Singolare un francese in casa propria svanisce visto che dovranno passare almeno altri 15 anni, la precedente risaliva al 2010, prima che i campionati ritornino a Parigi.
Sul finale tre doppi maschili europei, due danesi e uno inglese, chi rimane sulla torre?
Ovverosia passa il turno? I soliti Astrup-Rasmussen mentre Kjær-Søgaard e Lane-Vendy defono abbandonare la manifestazione così come il pubblico che alle 22,30 esce dopo undici ore di altissimo badminton. Ma non è finita qui, domani (venerdì) si assegnano le medaglie di legno.