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   Kral   

 

La dottrina di Ercalito per il badminton



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

LA DOTTRINA DELLA SCUOLA DI ERACLITO APPLICATA AL BADMINTON
Forse sono favole di Fedro o forse delle parabole laiche che sono giunte a noi tramandate vocalmente da generazione a generazione ma come tutte le arcaiche storie hanno quasi sempre un risvolto reale attuale. Si narra che anni fa 28 agricoltori stufi di tutti i lavori che dovevano eseguire per coltivare i loro campi decisero di seminare solamente e poi andare in palestra, un’attività più piacevole che stare nei poderi con il caldo e il gelo a erpicare, discutere, fresare, confrontarsi, diserbare ecc ecc. Il capo della cooperativa dei contadini li lascio fare, tanto il suo stipendio era garantito dal ministero dell’agricoltura. Passarono gli anni e oramai i 28, oltre a decine di colleghi che avevano seguito il loro esempio, stremati da raccolti miserrimi, frutto della stolta decisione presa anni prima, decisero di cedere i loro appezzamenti a una multifeder…pardon a un ricco mercante. Nel frattempo il magazzino dove una volta venivano stoccate le messi tornò al suo vecchio utilizzo che era stato: un circolo dí bocce.
P.S.: E il capo della cooperativa? Non se ne sa nulla, forse avrà cambiato consorzio.
E ORA L’ANTITESI
Si narra che anni fa 28 agricoltori stufi che i loro campi non rendessero al meglio cercarono nuove sementi, nuove tecnologie e macchinari. I loro vicini erano scettici, abituati al solito tran tran: “abbiamo sempre fatto così, perché arrovellarci il cervello?” ma vedendo che le idee dei 28 anno dopo anno davano buoni frutti si convinsero poco alla volta e seguirono le novità. Novità che all’inizio erano osteggiate dal capo della cooperativa abituato a comandare e a non seguire le novità che nel suo settore incalzavano veloci come volani tirati da un contadino danese tal Ax El Sen. E fu così che dovettero acquistare altri depositi, oltre a quello vecchio, ex bocciodromo, fondare scuole che sfornassero tecnici sport… agronomi per soddisfare la sempre maggiore richiesta di prodotti. E il nome della cooperativa divenne finalmente noto in tutta It…Utopia.
P.S.: e il capo della cooperativa? Ha lasciato dopo anni il suo posto a una persona con esperienza imprenditoriale, con anni nel settore dello sviluppo aziendale, dicasi manager.
A questo punto lascio a voi lettori, se ben informati degli ultimi avvenimenti del mondo del badminton italiano, le considerazioni in merito.
 

 

 



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