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   Kral   

 

La giornata dei tre che ritornano



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

E la mattina delle finali, un vento gelido si insinua tra le strade di Birmingham ma dentro l’Arena si avverte immediatamente il calore di migliaia di appassionati che gremiscono per il 90% gli spalti dell’Utilita Arena. Saranno tre i graditi ritorni sul gradino più alto del podio, anche se a dirla tutta la striminzita pedana su cui salgono i finalisti non rende onore alla manifestazione.
Ma l’importante è lo spettacolo, con il Misto tutto cinese, questo è un pò il loro orticello, 10 vittorie negli ultimi 20 anni, compresa ovviamente questa che è di scena oggi sul Campo N°1.
Gou(l’ammonito)-Chen in divisa quasi bianca, Feng-Wei nella classica rossa giocano in un frastuono di raganelle di cartoncino, omaggio del gentile sponsor che veste otto decimi degli atleti finalisti, che,assieme alla musica “a palla” irrorata dagli altoparlanti rende l’atmosfera super eccitante. Ambiente che carica gli atleti, a subire danno da ciò è Feng che si tuffa in continuazione per salvare volani impossibili, per i comuni mortali, non per lui. A farne le spese le sue ginocchia e quindi deve intervenire il medico, per il futuro gli consiglio le ginocchiere come i pallavolisti, potrebbe farla diventare una moda. Questo spirito di sacrificio non viene però premiato, saranno loro a salire sul metaforico ma inesistente secondo gradino del podio.
Anche il successivo incontro vede le sedie degli allenatori vuoti, nel calcio starebbe a significare che entrambi sono stati espulsi, nel badminton semplicemente che gli atleti appartengono alla stessa nazione. Fukushima-Matsumoto in verde petrolio, Matsuyama-Shida un colore che ricorda le divise dei soldati della Seconda Guerra Mondiale ma non siamo a un défilé, qui conta la bravura degli atleti. A spuntarla sarà dopo tre set la coppia in veste militare che così ripete le gesta del 2022.
Riuscirà la An, che scenderà nella quarta partita a imitarle, chissà? Per adesso ci deve pensare Shi Yu Qui a riprendersi la medaglia d’oro che fu sua nel 2023, come nella migliore tradizione dei corsi e ricorsi sportivi. Di fronte “Porcupine” Lee, che se “Martin per un punto perse la cappa” lui, a norma di regolamento, per due di punti (19-21 nel secondo set, il primo era finito 13-21) ha perso la coppa destinata al vincitore e il grande onore di entrare nella Hall of Fame e economicamente parlando, le decine di migliaia di dollari spettanti al vincitore.
La Wang, in arte “Casco di Mogano”, rende la vita molto dura alla An, le due contendenti daranno vita un singolar tenzone che le vedrà alla fine dei 95, ripeto 95 minuti di gioco stremate, ed è ancora una definizione eufemistica. La coreana inizia con colpi di fioretto che trovano ben preparata la cinese e se non vuole perdere anche il secondo e quindi l’ipotetico ultimo set deve cambiare arma, ossia strategia e passare alla spada, con qualche rischio in più, variazione che gli permette di trafiggere con un doppio 21 a 18 l’esausta, al pari di lei, avversaria. Questo gli consente, in uno stentato inglese, di nominarsi, di fronte a tutto il pubblico in piedi osannante, la Regina degli All England, logicamente con una corona di perle per far la parure con i suoi immancabili orecchini.
Altri due set con il risultato ad occhiali 21-19 21-19 e sempre a favore degli atleti atleti di Seul. Sono Kim e Seo a chiudere questa giornata all’insegna del badminton spettacolo contro Carnando-Maulana, indonesiani che stentano a scaldarsi ma quando lo fanno tirano dal cilindro colpi fuori dal comune. Termina così la 115esima edizione confermandosi uno dei tornei o forse il migliore dei tornei al mondo, quindi: arrivederci alla prossima edizione nel 2026. B.B.: buon badminton a tutti.
 

 

 



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