Mentre sto scrivendo devono ancora finire tre partite, quindi la notte del badminton parigino rischierebbe di brindare a mezzanotte non al Capodanno ma al prossimo giorno. Adesso esagero comunque se Vitidsarn e Kim imitassero Antonsen e Prannoy che sono da un’ora e un quarto che se le danno di santa ragione e sono ancora sul 17 pari ci andrebbero vicino.
Ma abbiamo iniziato dalla fine, le eliminatorie hanno fatto il contrario dell’osmosi inversa, per chi fosse digiuno di chimica spiego che è la tecnologia che permette di trattenere tutte le impurità dell’acqua. Nel caso dei Mondiali invece sono i grandi atleti che passano lasciando indietro i piccoli, anche se in parecchie occasioni molti hanno sperato nel colpaccio. Ma alla fine dei tre set tutto tornava nella norma e i visi delusi dei perdenti esprimevano cocenti amarezze. Una sorpresa c’è stata però ma ad opera di vecchie conoscenze della Top Ten del ranking mondiale, Christiansen e Bøje che dopo una lunga assenza, erano precipitati alla 194esima posizione, sono tornati e hanno battuto i numero uno! Feng e Huang hanno dovuto arrendersi e questo, anche se a loro importava poco, ha evitato un derby tutto rosso. A riguardo da segnalare che rispetto ad altre grandi manifestazioni si verificheranno, dopo il doppio misto di oggi fra atleti del Sol Levante, nei sedicesimi solo tre scontri fraticidi e nessuno tra cinesi, potrebbe essere un record. Tra gli incontri da segnalare, ma non per la sua bellezza, quello tra il nipponico Naraoka e l’irlandese Nguyer, un’estenuante scambi di clear tanto che per portare a termine il primo set, finito 21 a 18, hanno impiegato 35 minuti. Poi la partita si è conclusa al 57esimo con la vittoria dell’asiatico.
Ma potendo seguire 4 incontri in contemporanea non ci si può annoiare di sicuro. Infatti è di diverso tenore la sfida che ha visto, sempre un giapponese Nishimoto contro il malese Leong, 120 punti in 90 minuti di gioco dove i contendenti hanno lasciato sul campo, è il caso di dirlo, sangue, sudore e forse lacrime da parte del malese uscito sconfitto, dopo tanta fatica, al terzo per 23 a 25.
Impressiona invece l’arrivo della coppia Toft e Magelund, lui 2 metri e lei 1,66. Adesso pensate a dover servire voi e trovarvi questo poco di uomo proteso in attesa del vostro volano. Le possibilità:
A) se tutto va bene non me lo tira in testa
B) fare un flick è un suicidio
C) spero in un miracolo
D) devo fare il servizio della vita
E dopo aver scritto del più alto ecco comparire presumo i più bassi del Mondiale: il malese Junaldi Arif e il thai Kedren Kittinupong, rispettivamente 162 e 163 centimetri. Questo a significare, ma lo sapete voi meglio di me, che il badminton è uno sport aperto a tutte le costituzioni fisiche.
Il fattore campo regge ancora, passano tutti i transalpini, a parte la coppia Margueritte-Vallet che perdono contro una coppia indonesiana mentre tutti gli altri atleti “bleu”saranno al via domani per la gioia del pubblico locale.
Un’occasione a dimostrazione che l’abitudine non segua la logica si è vista nel match tra Kjær/Søgaard e gli indonesiani Gutama/Isfahani. I danesi per concertare il colpo successivo si coprivano la bocca come se gli avversari gli potessero leggere il loro labiale (chi di noi non conosce il danese, nessuno immagino) ma sapete, le vecchie abitudini sono dure a morire. E ora i risultati finali: Prannoy spreca 3 match point e a vincere è Antonsen che chiuderà alla sua prima occasione e a terminare i giochi all’Adidas Arena ci ha pensato Vitidsarn di fronte a non so quanti spettatori.
E domani inizia l’orario spezzato: primo ingresso ore 9.30 poi si esce e si ricomincia alle 17.00, sono mica stupidi: two (due biglietti d’ingresso) is megl’ che one.
Nelle foto Christiansen-Bøje e Toft-Magelund e la Delrue tra il pubblico dopo l’incontro.
P.S. : mi hanno costretto a lasciare il tablet nel deposito zaini dell’Arena, qualcuno di voi ha un’idea del motivo? Visto che i vari addetti alla sicurezza non sono stati in grado di darmi una giustificazione plausibile, a parte: “ordini superiori”. O avevano paura che , preso da un raptus, lo gettassi contro un arbitro fedifrago, stile calcio? Mah…