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   Kral   

 

Master o senior o master?



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Questo è il dilemma!
 
Termina a Cracovia (la città che vide vescovo Karol Wojtyla negli anni 60/70) il settembre azzurro nella Sport Hall Universitaria dove il miglior risultato lo consegue Fabio Caponio che arriva ai piedi del podio. Prima batte il francese Gavois, poi fruisce dell’abbandono del coreano, naturalizzato danese, Kim Bruun, presumo causato dagli estenuanti 75 minuti di gioco con cui aveva superato l’indiano Dalal nel turno precedente. Bruun proveniva dalle qualificazioni in cui aveva sconfitto con il risultato di 21-13 21-19 Simone Piccinin che aveva passato i 64esimi ai danni del giocatore locale Falkowski con un risultato un pò anomalo dato che dopo un 21 a 13, nel secondo lasciava a zero il malcapitato polacco.
Il pugliese trova ai quarti così un’altro asiatico, il taiwanese W. Su che lo stoppa continuando così la sua corsa verso la finale che lo vedrà soccombere sotto gli smash di Bøgebjerg. Il danese, numero 203 nel ranking mondiale, che negli ottavi aveva piegato dopo un combattutissimo terzo set (21-19) Giovanni Toti. Parte già nel tabellone principale Enrico Baroni che invece un taiwanese lo batte, Ci Fu Lei che cade in due set sotto i colpi del clarense che poi verrà superato dal danese Kauffmann.
Passa le “Forche Caudine” delle qualificazioni un altro del gruppo “I ragazzi del Chiari” Alessandro Gozzini, battendo l’ucraino Romaniuk e successivamente l’israeliano Aronchik per poi, una volta fatto l’ingresso nei 32, perdere nell’incontro con l’indiano Ray.
E da i Senior ai Senior, no, non è un gioco di parole bensì è il pastrocchio che nasce non essendoci allineati ai termini che usa la BWF. Comunque sia due italiani hanno sfidato, prima che i loro avversari, la stagione delle piogge in Thailandia e per la precisione a Pattaya, famosa per le sue spiagge, partecipando ai Mondiali per atleti dai 35 fino oltre gli 80 anni. Sono Alessandro Bizzotto nella fascia di età over 55 battuto dal giocatore di casa Kranchit Tiamatakorn mentre Maurizio Fuda cede nel Singolare 65 al transalpino Jean-Luc Playa. Assieme escono anche dal Doppio 55 ad opera degli indiani Singh-Arora. Un’avventura veloce che ha però il suo fascino, nei Mondiali piuttosto che negli Europei, e che la maggior parte dei papabili partecipanti di casa nostra non riesce a cogliere, evidentemente per la paura di perdere (non fosse mai successo in vita loro). Essere fianco a fianco di ex campioni oppure vedere all’opera vecchie glorie, un nome a caso Hastomo Arbie classe 1956 che vinse una Thomas Cup e arrivo secondo al Mondiale dell’83, Oppure atleti che fino a qualche anno prima con la maglia delle loro nazionali maggiori scendevano in campo alle Olimpiadi, piuttosto che nei tornei più importanti al mondo, dà una sensazione che se non la provi perdi un qualcosa di veramente unico per un appassionato del nostro sport.
Buon badminton a tutti.
 

 

 



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