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   Kral   

 

Mondiali 20025 atto primo



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

... ma per metà anche l'ultimo!

Atmosfera differente rispetto alle Olimpiadi nel primo giorno di questi Mondiali parigini, pochi gli stranieri sugli spalti ( i cinesi non vanno contati, oramai sono residenti in pianta stabile), a sentire gli applausi di quando giocatori, non francesi, facevano un bel punto si potrebbero contare, forse, sulle punte delle dita. Presenze scarse, intorno al 20% della capienza, pur essendo stata ridotta rispetto ad agosto 2025, e a fine giornata arriveremmo a un 40 scarso. Eppure è in programma quasi tutto il meglio del badminton francese, per non contare i top delle altre 52 nazioni iscritte. La Stefani Stoeva singolarista scompare immediatamente, vittima dei suoi troppi errori, per poi eliminare, assieme a Gabriela le sorelle indiane Panda, nonostante siano una razza protetta! Questa battuta è proprio di basso livello, devo ammetterlo.
Nota di costume, premessa quanto mai azzeccata: i cinesi scendono in campo in due mise differenti: una rossa tradizionale e l’altra rosa pallido. Praticamente un segnale subliminale a significare che il loro comunismo si è un pò sbiadito, sono infatti ben 860.000 i milionari e 300 i miliardari nella Repubblica “Ex Popolare”, alla faccia della proprietà privata condannata dal buon K. Marx. Comunque si susseguono molte partite esaltanti, soprattutto i doppi, che la federazione mondiale tennis sta cercando di rilanciare, ingaggiando, a suon di dollari i migliori singolaristi ma non riusciranno mai ricreare quelle fantastiche danze sincronizzate nella loro imprevedibilità che lo sport del Badminton, con la B maiuscola, riesce a creare. Intanto scompare una delle prime teste di serie, la Intanon ad opera della viet Nguyen, o forse di un grosso problema visto che alla fine dell’incontro, perso 17-21 18-21, la thailandese si è tolta immediatamente una vistosa fascia ventrale stile Dr. Gibaud. A confermare la sua classe la An non si è dovuta sforzare molto contro una volenterosa Lassaux, che un pò mi ha fatto ricordare le azioni dei plenipotenziari europei ( a cui è stato affibiato il precedente aggettivo) che dovrebbero lavorare per la pace in Ucraina. Tanta fatica ma tanta impotenza di fronte a un compito più grande di loro come la belga, che ha totalizzato 13 punti totali, ma con il benestare della coreana, sollecitata dal pubblico tutto con il pollice all’insù in aiuto alla povera malcapitata.
E visto che abbiamo menzionato il conflitto in svolgimento nell’Est Europa segnalo il passaggio del turno del doppio ucraino Buhrova-Kantemyr, guidate dalla coach Gloria Pirvanescu, ai danni delle bulgare Chepisheva-Popivanova.
L’importanza di giocare in casa ha poi sicuramente dato una grande mano agli atleti transalpini, che hanno lasciato sul campo, in sette incontri, solamente la Tatranova, che come scusante può addurre la quarta posizione nel ranking BWF della sua avversaria, la cinese Chen Yu, 86 gradini in meno di lei.
Ma oggi era la giornata del ritorno di Toti sotto le stesse tribune che lo videro affrontare con estrema disinvoltura il numero 1 del Mondo Shi Y Q. E sarebbe bastato un battito di ciglia per cambiare l’esito di un incontro che purtroppo ha visto soccombere il nostro mancino, anche se la BWF dice il contrario a riguardo. Tre game point nel primo set non sfruttati potevano stravolgere un esito finale che invece costringe, purtroppo, il clarense ad abbandonare la manifestazione. In questa occasione era guidato dal tecnico Gallego e come “supporto psicologico” da Yasmine Hamza, che scenderà martedì sul Campo 3, dalla parte opposta di quella, finora, non troppo fortunata per i colori azzurri.
A domani od ad oggi, dipende dal momento della lettura.

 

 

 

 



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