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   Kral   

 

Organigramma di una società - 2a parte



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

È il continuo dell’articolo noioso, evitate di leggerlo.
Qualcheduno più scrupoloso del sottoscritto mi ha fatto notare che avevo dimenticato alcune figure chiave che sono necessarie in una società:
Responsabile contatti con Federazione, Comuni, Sponsor
Promotore nei vari istituti scolastici
Addetti all’uso del defibrillatore (almeno 3 per essere certi della presenza sicura durante gli allenamenti)
E per essere veramente al top:
Mental Coach
Fisioterapista
Preparatore Atletico.
Volutamente ho lasciato per ultimo il personaggio che le istituzioni, vivendo su un altro pianeta altrimenti non potrebbero partorire simili idee o ad essere cattivi, grazie all’uso di droghe (come alcune indagini che hanno comprovato l’utilizzo da parte di alcuni parlamentari di sostanze illecite) si sono inventate: l’RSPP, acronimo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
È qualche mese che alcune società di consulenza millantano, con l’avvento dei nuovi regolamenti nel mondo dello sport italiano, l’obbligatorietà della presenza all’interno di un sodalizio sportivo di questa figura. L’ultima che ho sentito diceva che vi erano 3 soluzioni: o affidarsi a un professionista esterno (con un costo X o doppio XX), oppure che il Presidente della società dovesse fare 12/16 ore di corso o terza alternativa, un dirigente avrebbe dovuto sobbarcarsi lui l’onere del corso che però sarebbe salito, per non si sa quale arcano motivo, a 120/160 ore.
Presumo che neanche l’ILVA di Taranto abbia l’obbligo di formare al suo interno un responsabile dopo un ciclo di lezioni di simile lunghezza. Ho cercato di informarmi meglio in merito ma nessuna delle mie fonti mi ha garantito l’infondatezza di questo prossimo obbligo. Nella mia conoscenza (non completa purtroppo) del mondo delle palestre mi pare però che non vi siano l’utilizzo di macchinari tipo torni, seghe, gru, impastatrici ecc ecc o di sostanze chimiche infiammabili o pericolose, cause della maggior parte delle funeste “morti bianche”.
Gli unici infortuni nelle palestre sono quelli che tutti noi conosciamo (rottura dei legamenti, tendiniti, fratture da stress e mi fermo qui altrimenti consumerei la tastiera) legati allo svolgimento dell’attività sportiva e che, per loro natura sono ineluttabili.
Si dovrebbe quindi vietare ai pesisti di sollevare, non ridete, più di 25/30 kg, come è obbligatorio per i comuni lavoratori, ai ciclisti di non superare i limiti di velocità sulle strade durante le corse, di mantenere la distanza di sicurezza tra i doppisti durante gli incontri di badminton, casomai si dessero delle racchettate a vicenda o per i calciatori maschi l’uso della conchiglia per le parti intime e anche qui l’elenco delle incongruenze presentabili sarebbe lungo, come diceva un detto popolare, come la Quaresima.
A questo punto potrei terminare in gloria questi miei “J accuse” salutandovi e augurandovi Buone Feste ma non voglio fare la figura di quei politici che si limitano a condannare le iniziative della parte avversa, senza dare validi suggerimenti onde evitare che gli “Altri”, migliorando le leggi ne traggano vantaggio di fronte all’opinione pubblica, alias futuri votanti.
Rimandiamo quindi tutto alla terza parte, come le medicine, le mie proposte non si possono prendere tutte in un colpo.
 
 
 

 

 



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