Mese d’aprile per gli azzurri incentrato sugli Europei Individuali, che si svolgevano nella nazione, la Danimarca, da anni a capo del badminton europeo ma che proprio in casa ha visto prevalere nel medagliere la Francia, forte non solo dei tre moschettieri: Lanier e i due Popov, che infrangono il tabù dei transalpini mai saliti sul gradino più alto del podio del Singolare e Doppio maschile nella quasi sessantenne storia dei Campionati. Ma possedere anche molto ma molto brillanti atleti negli altri Doppi e carenti solamente nel Singolare femminile.
Ma veniamo ai nostri, supportati dallo staff tecnico composto Javier Gallego, Chris Landridge e Wisnu Putro, che scendevano ad Horsen in tre delle specialità, nel Singolare Giovanni Toti e Fabio Caponio essendo il tre volte campione italiano Vittoriani relegato al 438esimo posto del ranking visto il numero esiguo di tornei a cui ha partecipato. Se Caponio avesse superato Magnus Johannesen avrebbe avuto la possibilità di scontrarsi nel turno successivo con il mito mondiale, Victor Axelsen. Peccato che la sconfitta subita dal danese in due set e il forfait del campione olimpico per una operazione alla schiena, hanno impedito questa prima.
Toti esordisce invece con una ridondante vittoria su un suo “collega” delle Olimpiadi parigine, Julien Carriaggi, con tre set molto combattuti che vede ben due possibilità per il belga di chiudere l’incontro ma il clarense mantiene i nervi saldi e con un 25-23 passa il turno. Potrebbe sembrare più facile il successivo match, con un primo set condotto in un dominio assoluto ma, c’è sempre un ma, nel Badminton come in tantissimi altri sport. Legato a un mistero effimero Toti cala e lascia l’iniziativa all’inglese Rose, che prende il sopravvento e mette all’angolo (uso un termine dello sport che è la seconda passione di Gio) il nostro che perde, è il caso di scriverlo, ai punti 11-21 10-21.
È la volta di Gianna Stiglich, unica nostra singolarista visto il ritiro della Hamza per problemi fisici, avversaria Clara Lassaux che ha il predominio nel primo set per poi cedere, lasciando il comando nell’intervallo del secondo alla ragazza di Lima (9-11). Saranno stati i consigli dell’allenatore o chissà quale motivo ma la belga improvvisamente tornando sulla “court” cala un settebello, passando al 16-11, metamorfosi che stronca le aspirazioni della Stiglich che nella seconda fase realizzerà solamente 3 punti.
Unico doppio tricolore presente al Forum danese quello del B.C. Milano, Martina Corsini ed Emma Piccinin che momentaneamente abbandonano la divisa sociale nero-viola per indossare quella azzurra. E partono bene anche se con un pò di patema visto i 2 match point nel terzo set,vinto poi 23-21, che devono annullare alle elvetiche Brand-Francoville.
Peccato che dopo le aspettino le sorelle svedesi Moa e Tilda Sjoo, teste di serie numero 8, che fanno valere la loro maggiore esperienza aggiudicandosi l’incontro per 21-12 21-14.
Termina così un Europeo che vede sempre gli azzurri distanti da quel podio tanto ambito, cosa dire: arrivederci al 2027.
Nota di colore: l’inossidabile Svetlana Zilberman era presente per l’ennesima volta a questi Europei pur essendo in vista della 67esima candelina e a distanza di quasi quaranta anni dal bronzo conquistato nel Singolare ad Uppsala 1986, cosa scrivere? Esageriamo:”Cento di questi giorni”.