Nonostante che le paludi presenti nell’antica Roma siano state bonificate decine di secoli fa gli effetti nefasti degli effluvi, presumibilmente, sono rimasti visto le iniziative che periodicamente vengono intraprese in quello che è il cuore legislativo d’Italia. A cosa mi riferisco? All’obbligo da parte degli stipendiati delle società sportive che hanno un settore giovanile di presentare il Certificato del Casellario Giudiziale che non deve, logicamente, presentare condanne relative ad abusi su minori o casi di pedofilia. Di per se un’iniziativa quanto mai importante visto la presenza in ambito sportivo di personaggi dai passati non proprio adamantini, usando un eufemismo.
E qui nasce il motivo per cui ho intitolato questo articolo usando l’acronimo UCCS (Ufficio Complicazione Cose Semplici) perché ci sono delle incongruità, secondo il sottoscritto, nelle norme scritte in questo decreto.
La prima: perché costringere più di mezzo milione di cittadini italiani, numero calcolato a palmi dal sottoscritto dedotto dalle 115000 ASD iscritte al CONI, a sobbarcarsi l’onere, di tempo e di denaro quando basterebbe che le 44 Federazioni Sportive Nazionali nonché le 19 Discipline Sportive Associate, in possesso, logicamente, di tutti i nominativi degli allenatori, istruttori, maestri ecc ecc inviassero al Ministero della Giustizia i relativi elenchi e in battito d’ali, siamo o non siamo a un passo dall’IA, si sarebbe verificati quanti non dovrebbero avere contatti con minorenni.
Esempio pratico: è come se un’agente di commercio ogni volta che acquisisce un nuovo cliente dovesse fare la visura camerale di quell’azienda, compito che svolge chiaramente l’azienda mandante, con evidenti risparmi di tempo e denaro.
Privacy, si parla tanto di questo diritto e questo diventa difficile mantenerlo quando uno che nel passato ha avuto problemi con la giustizia tipo fallimenti, omicidi stradali od altri reati si trova a doverlo esporlo alla società di appartenenza per situazioni che nulla hanno a che fare con le motivazioni della legge di cui sto scrivendo.
Nello stesso tempo la federazione che scoprisse tra i loro tesserati qualche recidivo basterebbe che annullasse l’iscrizione senza darne motivazione al club di appartenenza, mantenendo questo diritto anche per il reo.
Falsificazione: non sono un’esperto ma falsificare il foglio che ritiri dalla Procura è molto più facile che falsificare un diploma di laurea e tutti sappiamo quanti mistificatori hanno svolto professioni molto importanti con un bel falso appeso ben in vista nel loro studio.
Tutto questo sarebbe impossibile se la richiesta venisse fatta direttamente dalla federazione di appartenenza, anzi sarebbe proprio chi ha avuto problemi con minori che eviterebbe di tesserarsi sapendo che verrebbe immediatamente scoperto.
Nel decreto si asserisce che il certificato non deve essere rinnovato semestralmente ma ha validità per tutta la durata del contratto, questo significherebbe che, una volta ottenuto il certificato con la scritta NULLA, il soggetto nel caso compisse successivamente dei reati relativi all’argomento in discussione in questo articolo avrebbe la possibilità di avvicinare ugualmente dei minori. Possibilità che non potrebbe esistere sempre grazie al controllo periodico (ipotizziamo annuale) da parte dell’ente di appartenenza.
Un mio amico, insegnante di Educazione Motoria, mi ha detto che la scuola dove insegna gli ha chiesto l’autorizzazione a fare la richiesta del CCG dopodiché è stata la segreteria del personale a fare richiesta al Ministero della Giustizia. Un esempio di quando si vuole la soluzione giusta si può trovare, perché non copiarla?
Se poi vogliamo vedere tutto questo da un punto di vista ecologico sarebbe curioso fare uno studio, che però è superiore alle mie capacità analitiche, di quanto spreco di energie (intesa come carburanti, biglietti per i mezzi pubblici per gli spostamenti che i richiedenti, o chi per loro, hanno o dovranno effettuare), 500.000 fogli di carta e relativi bolli, non salverà dal disboscamento la foresta dell’Amazonia ma potendo evitare questo spreco perché non farlo? Nonché, e forse questo rappresenta lo sperpero maggiore, il Tempo/ Persona! Quante ore perderanno centinaia di migliaia di persone per ritirare il certificato? A fronte di un consumo di energia, sicuramente minore, che potrebbe avvenire in un centro elaborazione dati ministeriale? Sarebbe bello che qualche studioso di statistica si impegnasse in questa analisi per far capire a chi formula queste leggi quali sono le soluzioni con minori impatti per i “poveri” cittadini che supinamente devono sottostare a queste maldestre disposizioni. E quello chi mi ha fatto specie è che nessuno si sia alzato a lamentarsi dell’ennesima incoerente normativa, e in questo caso “Povero è chi povero vuol essere”
A voi le varie considerazioni ed eventualmente obiezioni a queste mie idee e a chi deve adempiere a questo obbligo…tanti saluti.