Neanche il tempo di finire le Olimpiadi di Parigi che ritornano i tornei e come un mantra si ripete l’obbiettivo di sempre: qualificarsi per i prossimi Giochi di Los Angeles 2028.
Strada lunga e perigliosa ma che vedrà parecchi azzurri/e con l’obbiettivo di imitare Gio Toti. Si parte da Lubiana con un Future Series dove Enrico Baroni arriva ai quarti dopo aver superato in un duro scontro durato quasi un’ora l’inglese Sid Palakal ma chi inglese colpisce d’inglese perisce e infatti Cholan Kayan, testa di serie N°4, vendica il suo connazionale rimontando l’iniziale svantaggio chiudendo poi per 17-21 21-19 21-8.
Torneo velocissimo per il diciassettenne Ruben Fellin che non supera il primo turno nelle tre specialità, nel Doppio di genere con Thomas Bianchi mentre nel Misto con Anna Hell, la quale perde anche lei nelle qualificazioni del Singolare ad opera della portoghese Batalha.
Doppia finale invece per Martina Corsini: nel Misto con David Salutt che cedono contro i campioni di casa Ivancic/Polan, che confermano così la validità dell’essere le testa di serie “number one” mentre nel Femminile sono le svizzere Amiguet/Racloz a impedire a lei e a Emma Piccinin di conquistare l’oro. Nel Singolare, quest’ultima, non andrà oltre i 32esimi.
La notizia più importante però che giunge da terra slovena è…il ritorno, dopo mesi e mesi, di Yasmine Hamza. Lei, che a un passo dal pass, gioco di parole, per la Ville Lumiere ha dovuto abbandonare per un grave infortunio e ripartire da zero, o quasi, ma che nonostante i mesi e mesi di assenza è tornata con il 167esimo posto nella classifica BWF. Qui cede nei quarti alla nazionale belga Clara Lassaux, ed essendo però il primo torneo della sua seconda vita sportiva, non si può che giudicare questo risultato più che positivamente.
Dopo gli azzurri per il Campionato Europeo Senior (traduco per l’Italia: Master) un’altro italiano sale in Belgio per un International Challenge. A Leuven (Lovanio) sede dell’università più innovativa d’Europa e della fabbrica della Stella Artois, bevuta in parecchie “riunioni tecniche” e della multinazionale Anheuser Bush InBev, la più grande produttrice di birra mondiale, è Fabio Caponio a difendere l’onore del tricolore. Purtroppo si trova di fronte due dei dieci danesi che volevano far loro il primo posto del podio, vittoria che Julien Carraggi, stranamente profeta in patria, impedisce battendo Mads Christophersen. Mentre il nostro dopo aver superato Mads Møller, cade ad opera di Ditlev Holm.
Ritorna Gio Toti dopo l’avventura olimpica e sceglie Macao, non per giocare sui tappeti verdi dei casino per cui è famosa la città portuale cinese bensì quelli dell’East Asian Games Dome. Stranamente snobbato dagli europei questo Super 300 che vede solamente il clarense rappresentare la bandiera dalle 12 stelle dorate, si trova di fronte il numero 6 della nazionale del Sol Levante Riku Hatano, dietro di lui di 24 posizioni nella classifica mondiale. Dopo un primo set sempre in testa Gio cede al ritorno del giapponese che in 53 minuti fa suo l’incontro, ripetendo la vittoria ottenuta nel 2022 nel torneo tenuto nell’isola di Reunion.