Mentre il sottoscritto vagava per il centro della metropoli aveva l’occasione di “esibirsi” nell’unica manifestazione che ha trovato, al di fuori dell’Arena di Port de La Chapelle, riguardante il badminton.
Un campo lo era, anche se non a norma, sotto la torre Eiffel si stende il Parc du Champ du Mars, e quindi come si fa a resistere a non scambiare quattro colpi, impossibile.
Ma torniamo a scrivere di badminton, quello vero in maniera seria come hanno fatto le coppie cinesi, tre della Cina Popolare e una della Repubblica di Cina.
I due Numeri Uno cinesi, quelli del Dragone Rosso, Chen-Jia nel WD e Liang-Wang nel MD hanno eliminato le due formazioni malesi Tan- Thinaah e Chia-Soh con l’identico punteggio di 2 a 1 mentre l’altra finalista nel Doppio Femminile sarà, tanto per cambiare, un’altra coppia cinese, Liu-Tanche ha prevalso 21-16 21-19 contro le giapponesi Matsuyama-Shida.
Per non essere da meno quelle della Repubblica Lee-Wang, hanno tolto di mezzo Astrup-Rasmussen, sfoltendo ancora di più la sparuta presenza europea.
Nella seduta pomeridiana ecco le prime medaglie assegnate, che ricordo oltre ai classici tre metalli contiene anche una parte di ferro, niente di meno, che della Torre Eiffel, ma avendone dovute produrre circa 5000 (olimpiche e paraolimpiche), si presuppone che il mitico simbolo parigino tra un pò di tempo farà la fine della sua parente pisana . Battute a parte come 3 anni fa sono Watanabe-Higaschino ad aggiudicarsi il bronzo sui coreani Seo-Chae che subito dopo assistono alla sconfitta netta, 21-8 21-11, dei loro connazionali Kim-Jeong ad opera dei favoriti Zheng-Huang, in questa maniera i cinesi riescono così a colmare questa casella vuota nel loro grandissimo palmares dorato.
In rimonta Sen riesce ad aggiudicarsi il passaggio alla semifinale su un rappresentante di Taipei Chou, in evidente calo fisico. E ora viene il bello per l’indiano, riuscirà nell’intento di imitare la Pusarla e la Saina, iscrivendo, primo atleta del subcontinente nella storia delle Olimpiadi, nel novero dei medagliati? Di fronte si troverà un certo Axelsen, che ha superato il singaporiano Loh, e il pronostico è più che incerto,negli scontri diretti è in vantaggio il danese per 7 a 1 ma l’aurea delle Olimpiadi può dare stimoli ineguagliabili. Re Federico non sarà molto contento di Antonsen che lo ha privato della possibilità di assistere a una finale tutta rosso crociata perdendo con il malese Lee ma la sorpresa viene dal match Vitidsarn-Shi. Open di Francia a Marzo 2024, ironia del destino, all’Adidas Arena per il collaudo della struttura in vista delle Olimpiadi, finale di questo Super 750 tra i due contendenti prima citati e vittoria, se pur importante del cinese. Ma cos’è in confronto a una medaglia olimpica?Passano 4/5 mesi e tutto cambia, il Numero Uno deve chinarsi al thailandese che ora aspira a diventare un mito nella sua terra che nelle 8 precedenti edizioni non ha mai visto visto un suo rappresentante, maschio o femmina, sul podio.
Cosa c’è di più bello della “prima volta” direte voi? Dipende…da come va a finire e questo lo scopriremo in questi tre ultimi giorni di grandissime finali.