Mi tocca risvegliare il buon Socrate per annunciare l’ennesimo episodio da paese dei balocchi, parlo della notizia dello slittamento dell’obbligo della nomina del mitico, inutile, safeguarding.
Nonostante un’anno di tempo le varie organizzazioni legate al CONI non hanno saputo convincere i propri aderenti della bontà di questa iniziativa, nata da esigenze nobili che però erano già contemplate da leggi piuttosto che dal comune senso della legalità.
Adesso la mia speranza sarà quella che dopo questo ravvedimento “operoso” senza spese, a parte il tempo perso da centinaia di migliaia di dirigenti sportivi, questa norma scompaia dalla volta celeste legislativa, non come le comete (queste periodicamente ritornano) bensì come un buco nero inghiottendo se stessa. Potrà succedere, io spero di si se, e ripeto se, le varie società e i loro rappresentanti in seno alle varie organizzazioni esprimano le loro riserve (eufemismo) su una norma che pochissimi hanno spinto sbandierando il fatto che fosse assolutamente necessaria per cancellare vari tipi di malcostume: razzismo, molestie e abusi sessuali, bullismo e altri tipi di prevaricazioni.
Misfatti che da decenni i dirigenti controllavano e cercavano di bloccare, riuscendovi, visto la percentuale della perpetrazione di questi reati molto bassa, sarebbe come sperare che la Polizia o i Carabinieri con nuove leggi riuscissero a bloccare al 100 per 100 ogni crimine.
E con questo vi do appuntamento per il 31 dicembre sperando che oltre all’anno nuovo si possa brindare anche l’abrogazione di questa, ennesima, normativa inutile.
Auguri di Buon 2025