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   Kral   

 

Trovato l`oro in Africa - parte 2



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Dalla capitale Algeri al Cairo dove in contemporanea con l’International veniva inaugurato il GEM (Grand Egyptian Museum) dove avviso subito i lettori, nel caso vorreste visitarlo, non troverete esempi di racchette delle antiche dinastie, attrezzi sportivi venuti in uso molto più avanti. Ma sicuramente per i nostri non era questo il loro primo pensiero che invece era quello di ripetere il primo posto e l’obbiettivo viene raggiunto ma a differenza di qualche giorno prima è Giovanni Toti a vincere l’oro. Dopo tre vittorie, la prima contro un atleta di casa Munnangi e due indiani, Choudhary e il solito Bhiupathaki, si ritrova di fronte un senza patria visto che formalmente la Repubblica Democratica Araba Sahrawi non avrebbe un suo territorio in quanto ufficialmente del Marocco, non essendo riconosciuta dall’ONU e non apparire tra membri della federazione badminton africana. Comunque sia sarebbe interessante conoscere dove e come si allena Driss Bourroum per arrivare intorno al 160esimo posto del ranking mondiale. Ma questi particolari a Giovanni non interessavano, la meta era la finale e battere il canadese Sheng che aveva in precedenza sconfitto Caponio. Traguardo raggiunto alla fine di un terzo set tiratissimo 22-20 dopo 73 minuti di gioco.
Se Emma Piccinin esce subito di scena e Luca Zhou agli ottavi, Gianna Stiglich resiste fino ai quarti per poi venire battuta dalla malese Joanne NG, ci pensano allora Martina Corsini e la Piccinin a rimpinguare il carico della stiva dell’aereo con un bronzo, subendo un duplice 17-21 in semifinale da parte delle testa di serie N°1, le svizzere Amiguet-Racloz.
In contemporanea si svolgeva il Czech International a Praga con due presenze azzurre, Enrico Baroni e Christopher Vittoriani che percorrevano l’identico cammino partendo dalle qualificazioni che superano dopo tre vittorie. Qui le storie si dividono, Vittoriani si trova in sequenza due numero settanta, atleti che la classifica BWF colloca in quella decina. Il primo, il croato Dinata lo supera mentre il secondo, il tedesco (con ascendenti danesi) Kicklitz lo blocca con il punteggio di 21-13 21-12. Baroni incoccia invece contro due reduci di Parigi 2024, il finlandese Koljonen che abbandona dopo aver perso il primo game 12-21 mentre l’immarcescibile Pablo Abian, dall’alto dei suoi quarant’anni, si rivela un ostacolo ancora insormontabile e il nostro deve lasciare così il torneo della città delle “Cento Torri”.
Ultimo torneo di ottobre è quello di Budapest, questa volta Vittoriani parte dal tabellone principale ma dopo la vittoria per ritiro del bulgaro Yanakiev viene battuto dall’austriaco Niederhuber mentre Yasmine Hamza un turno in più lo fa. Dopo l’austriaca Neudolt e la turca Bodur è la taiwanese J. Lia a fargli terminare anzitempo l’International.
Buon badminton a tutti.
 
 
 

 

 



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