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   Kral   

 

Tutti i titoli oltre il 20° meridiano est



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Della sterminata flotta del Badminton asiatico sono solo tre le presenze in questo Junior International giunto alla sua XI° edizione. Un solo rappresentante della Cina Taipei, Lee Yu-Jui che dopo aver battuto Zyver De Leon ha ceduto nei quarti al baffuto emiratino Bharath Latheesh, vincitore finale superando l’olandese Karthikeayan Priya che a sua volta aveva battuto per la terza volta nel giro di due anni Simone Piccinin, un’avversario veramente ostico per il diciassettenne milanese. Tre indiani che hanno monopolizzato il podio del Singolare Maschile lasciando, per forza di cose, un posto sul terzo gradino all’ungherese Zsofi Szabo e sei tailandesi che hanno tutti raggiunto i podi di tutti i doppi, disdegnando i singolari, a differenza dei loro connazionali che parteciparono all’edizione del 2016 fagocitando i podi: 5 ori e solo 4 argenti questo dovuto al fatto che nel Doppio Maschile avevano iscritto una sola coppia. A livello di curiosità ricordo l’edizione 2019 in cui la nazionale cinese forte di ventinove componenti fece suoi 5 primi posti, 5 secondi posti e 7 terzi non potendo fare l’en plein per via del tabellone non proprio a loro favorevole.
Veniamo agli italiani, veloce apparizione per Massimo Grotti, che sia con Lara De March e Tancredi Virzi esce al primo turno, imitato da quest’ultimo nel Misto con Carolin Rauner. Stessa sorte per l’altoatesina nel Singolare che la vede lottare con l’elvetica Laura Vegh per terminare due volte con il classico risultato, che lascia sempre spazio a recriminazioni, 19 a 21.
Per Sofia Galimberti singolare da dimenticare mentre nel Doppio, assieme alla compagna di club Anna Hell, sfiorano il podio superate ai quarti dalle loro confinanti a nord, Gillesberger-Rudolf.
A rovinare i piani della Hell di nuovo un’atleta di una nazione attaccata all’Alto Adige, è la svizzera Sofia Uvarova a non lasciare alcun spazio nei due set all’italiana.
A Margherita Tognetti riesce solo il superamento del primo turno nel Misto assieme a Zyver De Leon per poi cedere in tre set agli sloveni Koscak-Blazina mentre, a portare a casa il risultato, sia nel Singolare che nel Doppio, assieme a Viola Torres, saranno sempre le avversarie magiare Hedi Dorozsmai e Petra Hart-Szofi Szabo.
Anche le albesi Sofia Protto e Ilaria Fornaciari seguono un cammino identico, la prima esce ai 64esimi ad opera della ceca Sedlackova come la seconda per mano della svizzera Anastacia Fischer mentre nel Doppio dopo aver superato le rumene Bicov-Palfi sono fermate dalle future vincitrici Naphachanok Utsanon-Sophita Wedler.
Per Marco Danti questo international sembrava nato male, il primo singolare si dimostrava un calvario, dopo un primo set vinto sul thai Chayapat Piboon con un bel rush finale di 5 punti veniva meno la concentrazione e sul 20-17 si faceva recuperare ben 3 match per poi cedere 24-26. Terzo set molto simile 19 a 15 e recupero dell’avversario, dopodiché brucia due jolly per poi terminare, ahimè 21-23. E il destino, alias il tabellone fa in modo e maniera che se lo ritrovi nella finalissima del Doppio, raggiunta dopo aver superato compagini spagnole, tedesche, estoni assieme a Piccinin.
Primo set da dimenticare con Nadee-Piboon che pigliano immediatamente il largo finendo 21-10, tutto finito? Neanche per sogno il duo azzurro arriva a giocarsi nel secondo anche due set ball che avrebbero potuto capovolgere l’esito dell’incontro ma non tutto va come dovrebbe andare e agli over point sono gli asiatici che chiudono (24-22) facendo il triplete di doppi come accennato all’inizio.
Termina così questi europei che hanno visto sulle court le speranze del badminton continentale alle prese con l’amara realtà: che battere i loro coetanei asiatici richiede molto ma molto impegno, riusciranno i ragazzi europei a seguire le orme di Axelsen e Marin?
Lo scopriranno solo giocando!
 

 

 



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