Effettivamente diversi tornei hanno visto i colori azzurri scendere sulle court di mezzo mondo a giugno, tra Europa e America, andare a est sarebbe troppo rischioso. Ai Bonn International, svoltisi all’inizio del mese nella città di Beethoven, Enrico Baroni si è fermato agli ottavi nelle qualificazioni ad opera dell’ennesimo cino-canadese Xiaodong Sheng dopo aver battuto l’inglese Sid Palakkal e Simon Baron-Vezilier, giovane speranza del vivaio francese.
Gianna Stiglich parte invece già nel tabellone principale e supera agevolmente in primis la ceca Veronika Dobiasova per fermarsi contro la taiwanese Yi-Ting Hung che nel primo set la sorprende sul 16-15 infilando sei punti di fila, cosi come all’inizio del successivo. Vantaggio che la porterà a chiudere l’incontro con il punteggio di 21 a 13. In contemporanea a 12000 km di distanza le cose andavano molto meglio per il tricolore italiano con due ori nel Chile International con Fabio Caponio che supera Marcelo Novoa (Perù),Sie Zi Lok (Malesia), Samuel O’Brien Ricketts (Giamaica) per poi trovarsi di fronte Georges Paul un mauriziano che aveva già incontrato altre 3 volte, tutte nel 2017. Dopo 6 anni si ritrovano e il pugliese porta a 3 a 1 il computo dei testa a testa. Finale contro lo statunitense Kevin Walter, che aveva in precedenza eliminato Giovanni Toti, incontro molto duro finito sul filo di lana come i parziali testimoniano 21-19 25-27 21-19. Poteva Yasmine Hamza rimanere a guardare e per imitare il suo compagno di nazionale fà una strage di peruviane: Valeria Chuquimaqui, Namie Tsukazan e la testa di serie n°1 Ines Castillo Salazar, che aveva battuto nell’incontro valido per accedere alla finale Judith Mair, oltre alla bulgara Hristomira Popovska in semifinale. Una delle cinque presenze europee nella capitale cilena che annoveravano anche l’inglese Fung Kelvin.
In completa solitudine Christoper Vittoriani tornava nella terra natia per il Denmark Masters a Hillerod ma purtroppo dopo l’austriaco Wolfang Gnedt si trovava di fronte il brasiliano Ygor Coelho, che gli spettatori dell’International italiano del 2022 dovrebbero ricordare, che gli blocca ogni possibilità di essere profeta in patria o ex patria, fate voi.
Continua intanto la trasferta americana questa volta a Santo Domingo, cambia la musica, dalla Cumbia al Merengue e anche i risultati. Caponio si deve accontentare del bronzo, colpevole il brasiliano Jonathan Matias n°68 del Ranking mondiale mentre Toti viene stopppato ai quarti dall’atleta degli USA, Mark Alcala. La quota rosa non si diverte molto nel paese caraibico abdicando dopo essere arrivate, nel primo incontro del torneo, entrambe al terzo set che si rivela purtroppo negativo per Hamza e Mair.
Esordio tra i “grandi” per tre azzurrini al Lithuanian Int. e pagano lo scotto uscendo nelle qualificazioni. Marco Danti contro il transalpino Thomas Fourcade mentre Simone Piccinin cede all’ucraino Andrej Don. Zyver De Leon supera invece 2 avversari, il primo con il doppio dei suoi anni, il trentaduenne lituano Edgaras Slusnys poi lo spagnolo Palande Mihir per poi arrendersi con un doppio 18-21 allo svedese Ekengreen Shaun. Anche il più esperto Alex Gozzini riesce a superare due turni: Michael Tomic, austriaco e Tony Lindelof, finlandese per poi essere eliminato dal britannico Dalvi Nadeem dando così addio alla città che ha ospitato il torneo, Panevezys.
Passiamo ora all’evento clou a livello europeo l’European Championships, in quel di Tarnow, presenti in tutte le categorie atleti azzurri a confronto con il meglio del Vecchio Continente. E il sorteggio ci ha messo del suo per riuscirci inserendo due teste di serie N°1 e due N°2 nei gironi, si è salvata, per modo di dire l’Hamza trovando la n°6.
Giovanni Toti si è trovato di fronte così sua Maestà Viktor I° con cui ha lottato nel primo set per poi cedere nel secondo ma il suo vero obbiettivo era il polacco Dominik Kwinta, visto che il romeno Teodor Cioroboiu non risultava pericoloso (infatti nei tre incontri non supererà mai i 10 punti complessivi). Il diciannovenne biancorosso risulta immediatamente ostico ma il clarense non cede e fa suo il primo game 22-20 per poi controllare agevolmente il secondo, ipotecando così il passaggio del turno. Avversario nei sedicesimi Felix Burestedt, che lo precede nel ranking di di 13 posizioni (70 a 83), l’incontro finirà 21-16 21-14, ennesima esperienza che si spera utile per staccare il biglietto per il TGV Milano-Parigi nel 2024.
Nessuna vittoria per Yasmine Hamza che non trova le soluzioni per superare nell’ordine: Lianne Tan (Belgio), Nella Nyquist (Finlandia) e l’ungherese Vivien Sandorhazi.
Nel Misto GianMarco Bailetti e Martina Corsini cedono prima alle teste di Serie N°1 Thom Gicquel-Delphine Del Rue, la coppia francese sarà l’unica che non confermerà la sua posizione finendo seconda alle spalle degli olandesi Robin Tabeling-Selena Pieke e successivamente gli irlandesi Joshua Magee-Moja Ryan. La vittoria arriverà in seguito al ritiro del duo slovacco Milan Dratva-Katarina Vargova.
Il Magee lo ritroviamo, assieme a Paul Reynold, contro i nostri Salutt-Greco sempre vittorioso ahimè, una possibilità gli azzurri l’avrebbero contro gli azeri Ade Dwicahyo-Amzy Qowimuramadhoni (ndr: e io pensavo che solo i cognomi thailandesi fossero complicati) e la colgono replicando il risultato della prima frazione di gioco 21-17. Il terzo incontro in programma si presenta come il più impegnativo, contro le teste di serie N°2 Ben Lane-Sean Vendi posizione che verrà confermata conquistando il secondo gradino del podio. Risultato come da pronostico 10-21 16-21. Per il computo dei set (-3) gli azzurri però terminano al quarto posto del loro girone e passeranno gli irlandesi avendone persi quattro e strappati 3 ai loro avversari.
Rimane il doppio femminile Judith Mair-Martina Corsini in primis contro le danesi Maiken Fruergaard-Sara Thygesen, seconda coppia europea a livello mondiale dietro le inossidabili sorelle Stoeva, risultato 8-21 11-21. Meglio contro le ucraine Maria Stoliarenko-Yelyzaveta Zharka ma non arriva il risultato positivo così come contro le inglesi Julie McPherson-Clara Torrance.
Termina così l’avventura polacca, giudizio finale su questo torneo? Lo lascio a voi lettori e nel mio studio odo gia lo sferragliare di decine di tastiere pronte a raccogliere il mio invito… ah scusate, mi sono illuso… era il Diretto Torino-Genova delle 15,44.