Ritorna l’oro a cingere il collo di Yasmine Hamza, l’occasione è il XII Santo Domingo Open che vedeva nel singolare femminile, oltre a molte delle migliori giocatrici panamericane 4 “esterne”. Oltre l’azzurra, la sua compagna di nazionale Katharina Fink, la slovena Petra Polanc e l’israeliana Katsiaryna Zablotkaya che il tabellone beffardo, ha fatto in modo e maniera di farle incontrare tra loro in una combinazione difficilmente programmabile.
Peccato però, che il primo di questi match vedesse la Fink incontrare una sua vecchia conoscenza, la Polanc, che poteva vantare 2 vittorie negli scontri precedenti, e anche in questa occasione, vincendo per 21-10 21-13, si conferma come “bestia nera” per la bolzanina, che abbandona così ai sedicesimi l’International Series.
L’Hamza inanella invece una serie di vittorie: la cilena Rosa Quilodran, che riesce a realizzare appena 12 punti totali, sulla Zablotkaya che tenta,senza fortuna, di opporsi alla palermitana, di nascita, altoatesina d’adozione. Il turno successivo si presenta con un duplice obbiettivo: arrivare ai quarti e rifarsi dalla fresca eliminazione dal doppio, logicamente con la Fink, operata dalla Jesiane Alves, assieme alla connazionale Juliana Viana Vieira. La brasiliana vorrebbe fare la doppietta ma una tenace Yasmine, dopo aver subito nel primo set si scatena e ribalta l’andamento del match conclusosi molto vicino all’ora di gioco.
Ultimo ostacolo verso la finale la testa di serie N°2, la statunitense Disha Gupta, che dopo un’incontro equilibrato cede alla determinazione dell’azzurra che così può inquadrare nel suo mirino…chi? Ma la Polanc, che, lemme lemme, arrivava in finale sperando così di ripetersi,dopo 4 giorni, e battere per la seconda volta un’italiana, peccato che al Pabelon de Tenis de Mesa, il copione non segua i suoi dettami e quindi sul gradino più alto del podio a salire sia la campionessa italiana 2019 e 2021.
Obbiettivo della trasferta oltreoceano raggiunto o almeno in parte, quello di accumulare punti per entrare nella top 100 e perchè no, fare un pensiero a Parigi 2024.