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   Kral   

 

Agosto lavorativo - 2a parte



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Tornei separati per gli azzurri, Judith Mair e Christopher Vittoriani a Tacarigua, cittadina alle spalle di Port of Spain, capitale di Trinidad & Tobago. In questa trasferta penso che i due azzurri abbiano fatto “casa e chiesa” ovverosia: palazzetto e albergo visto la risaputa pericolosità di quello che dovrebbe essere un paradiso tropicale ma che, invece, nelle ore serali diventa luogo di scontro per gruppi di malavitosi. Forse la vicinanza con il Venezuela, paese che sta attraversando una forte crisi economica, non aiuta a migliorare questa situazione negativa. Tralasciamo questi particolari per andare a considerare il cammino della ragazza, bolzanina di nascita ma tesserata per il Malles, che inizia bene superando la giocatrice locale Boodoosingh ma cede ai sedicesimi ad opera della torontiana Jeslyn Chow. La nostra atleta lotta strenuamente ma ad avere la meglio 21-16 22-20 sarà la canadese. Destino poco diverso per Vittoriani che arriva al terzo turno superando in primis lo statunitense Aaron Bai, poi il canadese Sam Yuan per cadere poi dopo un combattutissimo (21-23) terzo set con l’ennesimo portacolori della bandiera con la foglia d’acero Victor Lai. Termina cosi questa trasferta che permette al giovane italo-danese di posizionarsi al 101esimo posto del ranking mondiale mentre Yasmine Hamza continuava la sua ricerca del pass per Paris 2024 in compagnia di atlete di nazioni africane: Egitto, Uganda, Algeria, Guinea Equatoriale, Sud Africa oltre a giocatrici della nazione ospitante, il Camerun. In rappresentanza dell’Asia scendevano invece sulle “court” dello Sport Complex di Yaoundé un’indiana e un’emiratina. A tenere alto il vessillo con le 12 stelle l’israeliana Polikarpova, le due slovacche Vargova e Polanc e per finire la rappresentante dell’Azerbaijan Keisha Az Zahra. E sarà quest’ultima ha rompere le uova nel paniere all’italiana in semifinale dove era giunta battendo la portacolori di Nuova Delhi Hrissha Dubey e successivamente l’ugandese Kobugabe. Dopo due doppi vincenti assieme alla Fink (Mongolia 2022 e Islanda 2023) questo era il primo scontro di singolare tra le due atlete che però è terminato purtroppo,con un risultato molto duro per la bolzanina (per tesseramento), 6-21 9-21 che deve cedere il passo all’atleta caucasica, numero 82 della classifica mondiale, che si aggiudicherà successivamente l’International a spese della Polikarpova. Un bronzo e 1750 punti in valigia che gli permettono ora, come il suo collega Christopher, di bussare alla porta delle prime cento del ranking visto che ora solo 131 punti la dividono dall’indonesiana Bilqis Prasista, attuale detentrice della prima posizione a 3 cifre. Praticando la filosofia di Erik Weihenmayer, uno scalatore famoso non tanto per aver raggiunto la vetta dell’Everest, bensì per il fatto che era non vedente, “Ogni giorno fai un passo alla volta” la capitale della Grandeur potrebbe essere raggiungibile.

 
 
 

 

 



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