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   Kral   

 

Chi vince a 39 e chi a 18



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

... si intende di anni, logicamente.
In una “Ville Lumiere” che sembra poco accendersi per questa storica occasione, pochi i locali con televisioni approntate per l’occasione, e con poca presenza colorata dei vari tifosi giunti da tutto il mondo in giro per Parigi a far capire “Cosa succede in città”. Gli stessi parigini che si dichiarano stanchi, come nella mitica canzone di Vasco, di tutti i disagi che questi Giochi hanno portato alla loro esistenza in una metropoli di 12 milioni di abitanti.
E’ quando arrivi vicino agli impianti che l’atmosfera però cambia, per fortuna, come una grande festa, decine di migliaia di corpi si muovono coordinati da migliaia di volontari festosi, e in misura eguale da poliziotti e militari questi meno festanti con il giubbotto antiproiettili, i più fortunati, quelli meno con l’equipaggiamento antisommossa.
Questa pressione all’interno del PalaAdidas non si avverte, c’è solo lo sport come protagonista e tra i primi a scendere in campo Pablo Abian, alla sua quinta Olimpiade, che si permette di battere il cingalese Viren Nettasinghe che potrebbe essere, nel caso di un errore giovanile a 17 anni, suo figlio.
Mi viene difficile risalire se è avvenuto mai un incontro, dal 1992 ad adesso, tra consanguinee ma penso che sorelle contro gemelle non sia mai successo, è il caso di Gabriela e Stefani Stoeva contro Annie e Kerry Xu. A cedere saranno le californiane mentre con questo successo le più esperte bulgare si garantiscono il passaggio alla fase successiva.
Polina Buhrova, sotto la duplice guida Crippa-Pirvanescu, porta alla sua tormentata nazione una meritata vittoria ai danni della ceca Svabikova così come la diciottenne Kaloyana Nalbatova con un duplice 21-18 sulla francese trentaduenne Xuefei Qi. La bulgara, se avesse continuato a partecipare ai tornei under 17-19, come i detrattori dei Challenge a livelli gli avrebbero consigliato, le Olimpiadi le avrebbe viste con il binocolo o meglio con la tv satellitare.
O è Opeyori che si è esaltato o Kuenzi, che dopo la grande prestazione contro il cinese S.F. Li si è abbassato, fatto sta che il nigeriano stava per vincere un set ma buttando via qualche match-shuttle ha permesso all’elvetico di evitare questa onta sulla sua carriera. L’elvetico concluderà con il risultato di 22-20 21-14.
Torna al successo la famiglia Popov, a cui l’inserto del Le Parisien dedica “solamente” una foto a tutta pagina “uguale uguale”alla Gazzetta dello Sport dopo la vittoria di Toti, prima con Toma J. che supera lo statunitense Howard Shu poi, con a fianco Christo,dopo una aspra battaglia, i cechi Kral-Mendrek. La serata viene chiusa dal D.F. Lambert-Tran/Fruergaaard-Thygesen che per certi tratti faceva distogliere l’attenzione del pubblico transalpino dall’incontro dei fratelli franco-bulgari ma a trionfare saranno, per lo sconforto del pubblico locale le danesi, che così si uniscono alle Stoeva per il turno successivo.
Siamo nell’epoca della I.A. ma il sito della WBF da i numeri anzi non li da, peggiora di giorno in giorno. Adesso non riporta più i risultati delle partite, a parte qualche caso sporadico e quindi la mia domanda è: come mai? E sarebbe curioso sapere la risposta.
E adesso vado a vedere Gio Toti giocare. Buona giornata
 

 

 



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