Von Teilnehmern aus der südlichen bis zur nördlichsten Region… oh…scusatemi ma quando mi concentro sull’Alto Adige-Sudtirol mi viene da parlare/scrivere in tedesco. Ricomincio: dai partecipanti della regione più meridionale passiamo a quelli più a nord, ci riferiamo logicamente a Konrad Hofer del Marling e Joachim Frei del Merano, due società divise dall’Adige ma questo ostacolo fluviale non impedisce ai suoi due atleti di partire insieme per i tornei internazionali, dove oramai sono dei punti fissi, peccato che siano la punta di un iceberg di master di una regione che meriterebbe di essere maggiormente rappresentata, visto che tra le loro fila si possono annoverare fior di campioni degli Assoluti sopra i 35 anni. Il marlenghese si troverà di fronte il numero uno croato, Filip Vadlja, che nel 2020 fece l’en-plein ai Campionati Veterani con tre ori. Cosa significa essere il primo nello stato con capitale Zagabria? La nazionale italiana superò quella croata per 4 a 1 negli Europei a Squadre del 2020, giusto qualche giorno prima del lockdown, ma non so se questa comparazione possa avere qualche validità. Saranno invece danesi i suoi avversari, e quelli di Stan, nel doppio 50 e non hanno un grande passato ma essere un medio a Copenaghen vuol dire però tanta roba. Comunque su Christian Fischer si può dire che è molto attivo a livello dirigenziale essendo presidente dell’Odense, club in cui un certo Viktor Axelsen vide la luce, sportivamente parlando, alla tenera età di 6 anni. E giusto per impegnare il tempo è anche il rappresentante per la federazione danese per il distretto Occidentale. Il suo socio Thomas Laursen è “solamente” allenatore dello Skyum. Sulla carta il pronostico è scontato, lo ribalteranno Hofer-Stan?
Veniamo ora al meranese, specializzato in “riunioni tecniche”, Joachim Frei in attesa dell’avversario nel singolare 50 si dovrà concentrare sul doppio 40, questo per colpa del giovane Jayakumar Vedagiri, di fronte i francesi Keo-Thierry Khamchanh-Vannauvong del club Venissieux Sud-Est, polisportiva che riunisce oltre 30 sport e Farook Mohamed, arrivato oltralpe nel 2003 dall’India, sempre della stessa società della “banlieue” lionense, in cui milita tra l’altro anche il figlio Safir, speranza del badminton bleue.
Vedagiri, Jack per gli amici, l’avversario ce l’ha. E’ uno degli undici ucraini che nonostante la guerra è riuscito ad iscriversi a questi Europei, Ivan Karatnyk, conosciuto in patria per i suoi articoli sulla preparazione atletica rivolta al badminton. Chissà se è anche bravo, oltre al lato fisico anche in quello tattico-tecnico? L’ennesimo mistero dello Stozice Hall che forse Luca Crippa, in questo caso, saprebbe svelare anticipatamente.