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   Kral   

 

Dal Palabadminton al Palaresia - 2a parte



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Il Doppio questo sconosciuto, se nei Singolari l’obbiettivo Olimpiadi è stato raggiunto, nelle altre tre discipline non si vedono attualmente molte speranze azzurre di arrivare fra i Top. E dopo questo prologo parliamo delle coppie scese in campo a Bolzano. Nonostante la Brexit Matteo Massetti ha fatto coppia con il britannico Chua perdendo dai turchi Aktas-Sonmez, atleti di una nazione che invece in Europa vorrebbe entrare, contraddizioni geopolitiche. Meglio per il clarense nel Misto, assieme a Yasmine Hamza, che dopo aver superato gli iberici Mosqueda-Quierdo e successivamente i faroensi Øster-Crotinum al loro ingresso nel tabellone principale sono stoppati dai tedeschi Eckerlin-DE Wit dopo 48 minuti gioco molto intensi.
Una menzione la meritano gli atleti che, dalle lontane isole posizionate tra la Scozia e l’Islanda, cercano un po di spazio sul Continente, nonostante che la loro federazione, nata nel 1981, conti meno club del Piemonte, sei.
Ritorna sulla ribalta Chua ma questa volta come rivale, assieme alla connazionale Wong, contro Corsini-Zhou che chiudono la loro partecipazione al primo turno delle qualificazioni.
Due i turni superati invece per Galimberti-Tribus che fanno fuori al terzo le austro-alemanne Simonsen-Singer per poi dover abbandonare per colpa delle transalpine Cuevas-Desmots Chacun mentre Bianchi -Strobl approfittano di un walkover ma l’ostacolo successivo risulta ostico alla coppia, dagli Appennini alle Alpi, che subisce il ritorno degli svedesi Eriksson-Morskogen che avevano perso il primo per 17 a 21. Piazzamento migliore di una coppia? Il “podio di legno”di Corsini-Piccinin che a un passo dalle medaglie dopo aver battuto le austriache Dlapka-Rumpold e le emiratine Ananthakum-Khan sono sconfitte dalle forti turche Ercetin-Inci che in finale perderanno, come avevano fatto già all’Iran Fajr International, dalle sorelle Stoeva.
Volevo finire con una considerazione guardando le classifiche europee o mondiali e rilevando che sono pochi gli esempi di atleti ad alto livello che fanno due specialità. E proprio Stefani Stoeva, che dopo 10 anni è ritornata a cimentarsi nel Singolare, è una di quelle, oltre ai fratelli Popov e alla famiglia Zilberman, madre e figlio.
Mi dicono che in certi stati asiatici i tecnici obbligano i propri giovani allievi a dedicarsi ad un unica specialità dimenticandosi le altre. È la strada giusta? Non è la strada giusta?
Sarebbe bello che voi lettori in possesso di un qualsivoglia livello di tecnico si pronunciaste in merito ma…parafrasando, per l’ennesima volta, Matteo (logicamente non Massetti): “è più facile che passi un cammello in una cruna dell’ago che qualcheduno risponda agli inviti di esprimere la propria opinione su Badminton News”.
 
 
 

 

 



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