Fabio Morino, il nostro formatore sabaudo, colui che ha indirizzato lo sport del badminton su linee guida importanti e facilmente interpretabili da chi vuole e sa leggere ha risposto così alla nostra domanda sul badminton. Il suo amore per la nostra disciplina lo ha portato un pò fuori tema, ma lo svolgimento merita apprezzamento ed una attenta lettura.
"Per me lo sport è divertimento.
Per me lo sport è offrire ai ragazzi il piacere di divertirsi utilizzando il proprio corpo e le proprie abilità in comunione con altri ragazzi/e.
Per me lo sport è inclusione e tanto fuoco e passione.
Ma per me lo sport è anche comprendere chi, tramite lo sport, può costruirsi un futuro e questo è un compito importantissimo per un tecnico.
Tutti tra le mani, prima o poi, si troveranno un ragazzo/a dotato e voglioso: allora noi tecnici dobbiamo essere bravi e preparati a far sbocciare questo fiore.
Per me quindi fare sport è anche portare i ragazzi al loro massimo potenziale.
E che li si faccia solo divertire oppure far vincere una medaglia veramente prestigiosa, il tecnico deve avere tantissime competenze e moltissima esperienza.
Che sia badminton, padel, freccette o calcio, lo sport è sempre bello…ma solo con i tecnici più capaci si attirano i ragazzi e ripeto, sia che li si voglia far divertire oppure impostare per un futuro alto livello.
C’è chi lo fa per aggregare (sempre di più rispetto il passato perchè ormai è sdoganato che lo sport abbia valenza sociale, per la salute, inclusiva, ecc ecc) e chi lo fa per l’alto livello.
Per me i più bravi sono quelli che riescono a fare tutti e due.
Il badminton ha le caratteristiche per fare entrambi perchè è uno sport, che se si vuole, è economico e alle prime armi e facile come il padel per divertirsi (basta spadellare e tutti colpiscono il volano). Se si alza il livello anche il badminton costa (costo dei volani in piuma e soprattutto il viaggiare per tornei…anche se si gioca solo in Italia).
Il badminton ha tutto per poter diventare uno sport di massa anche in Italia (del resto lo è in tanti altri paesi) ma il problema è di chi lo fa.
Più volte in passato ti ho detto che il problema del badminton italiano è in primis chi fa badminton, la federazione viene poi dopo.
E mi pare che in qualche post abbia scritto anche tu questo messaggio: “Il problema del badminton Italiano sono coloro che lo fanno”.
E allora, il mio messaggio precedente, ha senso perchè se ci fosse più professionalità tra i tecnici, ma ovviamente anche tra i dirigenti di club, o i delegati che non promuovono pochissimo sul territorio (e le opportunità, federali o non, sono molte) il movimento del badminton italiano avrebbe ben altro lustro, numeri e popolarità.