Il testo che segue è un estratto da una lettera che il presidente onorario della Federazione Italiana Badminton Rodolfo La Rosa inviò nel 2008 al presidente Alberto Miglietta e che riguarda un tema di grande attualità.
“L’Assemblea Nazionale del 23 novembre u.s., nella parte straordinaria per la modifica dello statuto, ha deliberato che il presidente Federale, equiparato ai Revisori dei Conti, riceverà un compenso dalla federazione per il lavoro svolto e per le responsabilità proprie della carica...
Questa nuova norma produrrà una rivoluzione del sistema sportivo italiano attualmente basato sul volontariato dei dirigenti a tutti i livelli (dai presidenti delle associazioni al presidente federale).
Infatti ora avremo un presidente federale che riceverà un compenso per il suo impegno e per le sue responsabilità contro la totalità degli altri dirigenti federali nazionali e periferici che presteranno la loro opera – con le relative responsabilità – gratuitamente…
A conferma delle mie perplessità aggiungo le seguenti osservazioni:
1. la carica di presidente federale è una carica elettiva e nessun tesserato è obbligato a candidarsi;
2. come previsto dallo Statuto, al presidente federale non competono funzioni di gestione, ma di controllo, da esercitare tramite il segretario generale la cui nomina e revoca è proposta dallo stesso presidente.
L’art. 41 prevede infatti che la direzione della federazione spetta al segretario generale al quale fanno capo le relative responsabilità. E’ compito primario di un presidente dotarsi di una macchina organizzativa efficiente che lo esoneri da impegni operativi sollevandolo dalle conseguenti responsabilità;
3. una polizza assicurativa, se ancora non fosse stata stipulata, consentirebbe al presidente e ai consiglieri di essere coperti da eventuali errori; una segreteria efficiente garantisce
Anzi dirò che nella pratica i consiglieri rischiano di più perché spesso deliberano senza essere stati sufficientemente informati sugli argomenti posti all’ordine del giorno. E’ per questo che mi domando perché allora non debbano essere compensati anche i consiglieri federali per l’impegno profuso e le responsabilità che si assumono? E ancora, scendendo nella scala dei dirigenti federali, perché non remunerare, anche i presidenti e i consiglieri regionali e provinciali?”