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   Kral   

 

Finalmente uno che risponde!



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Visto che finalmente si è verificata una risposta articolata ad uno dei nostri articoli ho pensato che meritasse una risposta più ampia piuttosto che un commento stringato visto che Badminton News nasce non come un magazine ad uso e consumo dei redattori ma come luogo di confronto per discutere le problematiche che esistono nel badminton italiano.
Marco De Rubeis paragona i Campionati Regionali ai Giochi Studenteschi dimenticando che a quest’ultima manifestazione partecipano dalle 100 alle 200 scuole, presumo visto la difficoltà a conoscere il numero esatto delle scuole partecipanti. Logicamente sarebbe molto dispendioso radunare tutte in un evento unico e da qui la necessità dei due passaggi per arrivare ad avere una sola rappresentante per regione e genere.
Screditare chi partecipa a tanti tornei, facendo partecipare un numero maggiore di giocatori non vedo il nesso. Il titolo di CAMPIONE REGIONALE lo deve vincere uno stakanovista che partecipa a tutti tornei o il più bravo? Che magari per svariati motivi ha fatto un solo torneo Master, perché per evitare di incontrare avversari non alla sua altezza ha preferito giocare nei Senior piuttosto che nel livello B.
“Il tabellone a 4 è quasi obbligatorio”, mah… tanti tornei in passato hanno visto e continuano a vedere attualmente passare atleti perché il tabellone non è completo senza suscitare nessun clamore.
Perché penalizzare atleti di una regione perché sono in tanti mi sembra un controsenso.
Più che stilare regolamenti a dir poco discutibili, i vertici dovrebbero capire come dopo un progetto per Over 52 che ha visto decine e decine di partecipanti, questi non ha prodotto neanche, non dico tanti ma almeno qualche partecipante al loro Regionale che avrebbero tranquillamente aver potuto organizzare nella loro struttura di allenamento.
E qua termina la mia risposta, soddisfatto perché finalmente il magazine è stato utilizzato per una discussione propositiva anche se le idee non collimano ma se non se ne parla mai nessuno potrà adoperarsi, magari si spera, a trovare una soluzione migliorativa.
Nella foto: un podio dei Giochi Studenteschi
 
 
 

 

 



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