E dopo diverse mezze maratone in giro per le vie londinesi nonché visite ai musei con un’abbuffata culturale passo ora alle classiche 10/11 ore in questo giovedì 14 nell’Utilita Arena di Birmingham per assistere ai mitici All England. Dopo i grandi artisti del passato ai superman/woman del badminton attuale, 40 incontri la maggior parte dei quali ad altissimo valore tecnico.
E si inizia già ad alto livello con l’incontro An-Pusarla, l’indiana dopo un cattivo inizio rischia di agganciare la rivale nella fase finale del primo set ma la coreana le chiuderà la porta in faccia bloccando ogni velleità della rivale, così pure nel secondo parziale condotto sempre in vantaggio continuando la striscia di imbattibilità nei confronti della shuttler di Hyderabad.
Con Ginting-Nishimoto incominciamo a vedere smash oltre ai 350 km/h, bella partita che vede l’indonesiano prevalere, ora dovrà vedersela con Axelsen contro cui non vince da più di 4 anni.
Questa potrebbe essere la volta buona considerando che il danese, dopo essere uscito al secondo turno dei France Open, oggi contro il cinese Wang ha sofferto molto, staremo a vedere.
Ad impedire lo scontro fratricida Popov contro Popov, da me preventivato nello scorso articolo, ci pensa Watanabe che illude Toma Junior ma alla fine vince in due set, costringendo il francese ad abbandonare il torneo. Stessa court, stesso coach (Popov senior) ma un diverso destino, Christo lotta al massimo, recupera da terra tre smash consecutivi, bravo lui o errore di Su Li? Qui le discussioni non finirebbero mai, comunque sia il francese supera al terzo le resistenze del taiwanese portando “Le Tricolore” ai quarti. Anche l’Olanda ha la bandiera con tre colori e anche lei passa ( a quando la presenza dei colori verde-bianco-rosso verticali in questo torneo?) grazie alla coppia Tabelik-Piek che sembrano cedere ogni momento contro i malesi Chen-Toh, che per confondere il pubblico si sono tinti i capelli di un biondo acceso, ma come la Fenice risorgono più e più volte vincendo in tre set, emulando le gesta dell’anno passato. Qui adesso mi devo ravvedere perché una presenza italica c’è ma è sulla sedia dell’arbitro, Fabio Betto dirigerà due incontri: Loh-Lee e Marin-Wang.
Yamaguchi-Cho Chu è il classico esempio di come non bisogna mai mollare la presa, la nipponica dopo aver vinto il primo game, deve essere andata al bar dell’Arena, visto che nel successivo ha racimolato a fatica 9 punti 9. Per cui nel terzo a dovuto lottare caparbiamente per avere la meglio su una thailandese ringalluzzita dal risultato precedete, comunque sia passa alla fase successiva dove sono presenti ben sette delle prime otto teste di serie a differenza dei maschi dove solamente i primi due, Axelsen e il cinese Shi riescono a sopravvivere.
Cade infatti il principe Antonsen contro l’indiano Sen, vittima della sua paura di smashare, per tutta la partita gioca in attesa di… di che non si sa, visto che appena scatena il suo destro a oltre 400 all’ora fa punto. Diciamo che nel terzo gioco due decisioni arbitrali hanno un pò destabilizzato il danese ma non è una scusa sufficiente a giustificare una prestazione in tanti momenti anonima.
L’unica statunitense, la Zhang perde ad opera dell’indonesiana Tungjung mentre, rimanendo nel continente americano, la canadese Chen, contro la thai Onger e Chou-Wu contro le vincitrici della passata edizione, le coreane Kim-Kong nulla possono pur lottando al limite delle loro possibilità.
Parlando di continenti segnalo l’ottima prestazione delle australiane Mapasa-Yu che perdono in tre set contro le giapponesi Fukushima-Hirota, quindi come al solito ai quarti la solita massiccia presenza asiatica con 4 nazioni europee a difendere l’onore del Vecchio Continente. Tra queste non ci sarà l’Inghilterra, quindi nessuna possibilità di sentire l’inno nazionale britannico, che purtroppo per loro succede oramai da moltissimi anni, visto l’eliminazione del Misto Ellis-Smith per merito degli indonesiani Ferdinansyah-Widjaja. Anche quello danese finisce la sua corsa, Christiansen- Boje contro i cinesi teste di serie numero 1 Zheng-Huang e con loro anche le due coppie maschili Kjer-Sodgaard, sempre contro dei rappresentanti del Dragone Rosso He-Ren e Astrupp-Rasmussen che buttano al vento la possibilità di passare il turno per poco contro i thailandesi Jomkoh-Kedren.
Due doppi maschili di altissimo livello sul calare della sera: Rankiredy-Shetty (India) contro Fiki-Maluana (Indonesia) e Koga-Saito (Giappone) e Alfian-Ardianto (indonesia). In entrambi i casi a gioire saranno gli indonesiani spronati dal tifo di centinaia di loro tifosi sparsi sulle gradinate, piene all’ottanta per cento, dell’arena.
Urla poco, data la modestia dell’avversaria, l’Aquila di Huelva, al secolo Carolina Marin,che supera agevolmente la cinese Wang messa in difficoltà dai velocissimi drop tagliati della spagnola che dovrà affrontare adesso la Chen Yu Fei con la quale è in svantaggio di 5 vittorie a 6. Riuscirà a pareggiare e passare alla semifinale?
Sarà uno dei tanti motivi di interesse che contribuirà ad entusiasmare il pubblico sugli spalti in quello, che ricordo, è il più importante torneo del Badminton mondiale.