’ stato assegnato lo scudetto del Campionato a Squadre, gloria ai vincitori ma forse oltre a coloro che avevano i propri compagni di squadra in lizza, molti di quelli che giocano a badminton non si accorgeranno di questo avvenimento, immaginiamoci poi persone al di fuori del nostro ambiente. Ne ho avuto la riprova parlando con diversi palermitani che non solo non sapevano del quasi decennio d’oro (2005-2013) della società della loro città ma che ignoravano addirittura l’esistenza del nostro sport! Magari era un caso ma ad Acqui molto più piccola della capitale della Trinacria, cittadina che io frequento da anni per lavoro, il fatto che il club termale abbia, tempo fa, vinto 3 scudetti (2001-2003) e cresciuto campioni italiani nonché nazionali non è una notizia nota alla maggior parte degli abitanti di questa rinomata località termale.
“Conosciamo le cose che conosciamo” è un’attestazione filosofica che ci condiziona la vita e che le grandi agenzie pubblicitarie combattono dalla loro creazione per far emergere dall’anonimato i loro clienti o aumentarne la visibilità.
I vari club partecipanti alla competizione che hanno speso in alcuni casi cifre ragguardevoli, sarebbe bello che dichiarassero, di loro spontanea volontà, pubblicamente, quanto gli è costato importare veri stranieri e “falsi” italiani e poi investire la somma complessiva in una campagna pubblicitaria a favore di tutto il movimento per far conoscere il nostro sport a un numero maggiore di italiani.
Con questo non voglio che i Campionati a Squadre vadano a scomparire, tutt’altro, basterebbe che i club si mettessero d’accordo a utilizzare solo atleti italiani, del vivaio o prestiti, norma che la federazione non può promulgare per le note leggi europee sulle aperture delle frontiere, e un bella cifra sarebbe quindi a disposizione per far apparire il nostro sport sui media, visto che altrimenti questi ci snobbano e continuerebbero a farlo, ahimè.
E per dare il buon esempio, “lanciare il sasso e poi togliere la mano” non è una mia abitudine comunico che la società di cui faccio parte (il Boccardo Novi) ha speso euro 4.500 fra rimborsi spese, viaggi, vitto e alloggio per poter schierare gli stranieri nella stagione 2025.
Se poi si volesse propagandare la nomea famosa che gli stranieri fanno salire il tasso tecnico degli italiani si potrebbe obbiettare che sono pochi coloro che scendono in campo in questa manifestazione che non partecipano già a tornei internazionali visto che logicamente i più richiesti sul mercato sono gli azzurri sia senior che under.
E qua termino questa idea utopistica immaginando il “famoso” sasso scomparire mestamente nel limo in fondo allo stagno, peccato, magari se tanti lanciassero dei sassi si riempirebbe e coprendoli con una buona terra potrebbe divenire un terreno fertile…ma ci sono troppi condizionali, è e rimarrà purtroppo un chimerico sogno.