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   Kral   

 

La storia di due assemblee scontate - parte prima



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Si sono svolte, come ben saprete, le assemble federali 2024, nella giornata di sabato è avvenuta la convalida dello statuto che ha visto la lotta dei due poteri, quello vecchio che a suo tempo aveva inserito una clausola, quella del presidente emerito, a cui pochi nel mondo del badminton ne sentivano la necessità e quello nuovo che, per non aver problemi, ha pensato di ridimensionarla alias cancellarla.
Ma lasciamo i giochi politici per andare a quelli pratici che hanno visto finalmente una spinta a chi fa del settore giovanile il loro obbiettivo principale essendo questa la linfa inutile di un movimento che vede da anni un aumento considerevole dei numeri dei partecipanti alle gare e invece penalizza quelle società che investono decine di migliaia di euro per vincere un campionato a squadre pieno di stranieri, che apportano un grande salto tecnico ai nostri atleti con le loro estemporanee presenze nelle 4 giornate del suddetto campionato.
Infatti i voti plurimi per il vincitore della Serie A è stato solamente quintuplicato (si poteva fare di più volendo) mentre quello dei podi dei campionati under è stato giustamente ridotto, visto che “alla fine della Fiera” queste manifestazioni cosa producono? Poca roba, solamente i ragazzi che andranno a far parte delle nazionali che ci rappresentano nel mondo.
Avete letto bene? Si? Non sono impazzito (almeno spero), adesso invertite tutto che ho precedentemente scritto: che necessità c’era di premiare quelle società che bontà loro, grazie alla capacità di trovare munifici sponsor, spendono delle grandi risorse (per un mondo come quello del Badminton italiano) alla conquista di un alloro che, almeno, avesse un grande riscontro mediatico nazionale mentre purtroppo rimane circoscritto tra i soliti noti? Abbassando poi i voti per i vincitori dei campionati under la diseguaglianza è aumentata a discapito dell’importanza di quei club che da anni faticano per far giocare i loro ragazzi a volte anche in condizioni, logistiche ed economiche, non ottimali.
Ed adesso scatta l’ineluttabile domanda: “chi ha proposto queste modifiche e quale è stato lo sprone che lo ha spinto a formularle?” ma so già la risposta. La stessa che diede Polifemo agli altri ciclopi quando chiese loro aiuto: “Nessuno”.
In attesa, vana, della risposta vi saluto. Alla seconda puntata.
 

 

 



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