E’ domenica, San Leone Magno, le sessanta statue dello Stadio dei Marmi hanno vegliato tutta la notte sulla Sala d’Onore della Palazzina H dove si sarebbero svolte le elezioni più imprevedibili mai viste nella storia del Badminton. Infatti il dubbio amletico era: riuscirà il presidente uscente/rientrante a superare il record dell’emerito esautorato che, giusto un mese prima, era stato eletto con il 99,68 alla presidenza di una seconda federazione associata Coni?
Anche questo un primato che lo sport italico non aveva ancora visto, ma purtroppo, a causa di un 14,50% di schede compilate erroneamente il Vincitore ha concluso con “solamente” un 85,50%, che rispetto alla votazione del 2020 , però diventa un grande successo, che evita così l’ipotetica possibilità di un riconteggio alla Trump.
Luca Pancalli, bontà sua, non essendo a conoscenza di questi antefatti, ha detto di aver ritardato, per scaramanzia, il suo arrivo nella Sala per evitare di essere collegato ad una eventuale sconfitta del suo collega, ricordo che è il dirigente massimo del Comitato Paralimpico.
È stata bella la presentazione degli obbiettivi raggiunti nella gestione precedente con relative premiazioni ecologiche, vanto che, parlo di riciclo, non abbia però riscontro al PalaBadminton dove la differenziata è attualmente una chimera. Basterebbe imitare una città emiliana, che viene lodata per questo ma non copiata.
Ma torniamo all’evento domenicale che vedeva “ben” il 40% delle 135 società affiliate che saliva al 65 grazie alle famose deleghe, presumo che i nostri politici prima o poi, per rimpinguare la costante emorragia di presenze ai seggi, prendano spunto dai regolamenti federali e approvino la legge che permetterà ai cittadini di votare per conto di parenti, amici o conoscenti vari.
Sarebbe bello sapere, almeno per me, quanti dei 31 club con una media punti pari a zero, quindi da 5 anni senza un solo misero punteggio in un qualsiasi torneo disputatosi lungo lo Stivale, hanno delegato altri a votare per loro, così come i 14 che non riuscivano a superare la soglia del cinque in questa classifica federale.
Tra queste società anche il Gioko, società ex meneghina da poco trasferitasi nella regione ai pie dei monti, specifico il Piemonte,, il cui fondatore, che ha ricevuto un significativo numero di voti, era l’unico “fuori dal coro” che correva per l’elezioni al soglio dei consiglieri federali non facendo parte della Squadra del futuro vincitore.
Togliendo qualche rara eccezione, come quella precedentemente illustrata, quale conoscenza hanno della situazione del badminton italiano se non partecipano a un solo torneo, o a pochissimi eventi queste società? A voi la risposta.
E veniamo al programma del prossimo quadriennio olimpico, che un futuro/certo consigliere aveva preventivato che sarebbe stato dato alle stampe unitariamente e anticipatamente rispetto all’assemblea. Questo avrebbe permesso, visto la presenza di un buon numero di dirigenti delle varie società, la possibilità di discuterne unitariamente i vari punti.
E dandovi un arrivederci al 2028 chiudo questo articolo in contemporanea TV a un doppio con un altoatesino che purtroppo è tesserato, non con noi ahimè, bensì per quella federazione che con molta probabilità ci scipperà, in maniera manageriale, lo sport dalla pallina traforata.
In allegato troverete l’intervista che ci ha concesso Federico Bianchi, l’unico consigliere che ha risposto ad ottobre al nostro invito. (piccolo refuso : artistiche e non teatrali)