I tornei asiatici sono molto a rischio, e se ne accorta Yasmine Hamza, che una sortita a levante l’ha fatta per partecipare a un Super 300 in Corea del Sud, e si è trovata di fronte la Saeheng di Taiwan, numero 139 al mondo che gli ha subito bloccato ogni velleità con un 21-12 21-14. In Australia era in corso un Super 500 con presenze perlopiù di atleti tra i primi cento, quindi molto difficile, e i nostri hanno preferito distribuirsi nelle altre tre terre emerse.
Nel Vecchio Continente si sono concentrati i ragazzi, con alterne fortune: a Giovanni Toti il tabellone dell’Irish Open ha riservato Arnaud Merkle che se non fosse che davanti a se ha personaggi come Lanier e i fratelli Popov avrebbero potuto trovarsi alle Olimpiadi parigine con il nostro. Vince il transalpino 21-8 21-16 mentre Fabio Caponio dopo due incontri di qualificazione viene battuto dal coreano Jihoon Choi al suo ingresso fra i 32. Luca Zhou non riesce ad uscire dalle paludi delle qualificazioni superato con il minimo scarto (19-21 20-22) dall’olandese Haase.
Identica sorte anche allo Scottish Open per il figlio del mitico Zhou questa volta ad opera dell’inglese Cholan Kayan. La Dea Bendata è stata beffarda con gli azzurri che si scambiano gli avversari del torneo precedente: Enrico Baroni viene stoppato da Choi dopo due incontri vittoriosi nelle qualificazioni mentre Toti, inserito di diritto nel cartellone principale, dopo aver superato il tedesco Kian Yu Oei si ritrova il Merkle che ripete il risultato di Dublino. Possiamo scrivere che l’Emirates Arena non porta molta fortuna agli Italiani.
Mentre in Turchia, considerata europea per motivi geopolitici non certo geografici, Christopher Vittoriani fa bingo conquistando il primo posto con una cavalcata che travolge Toremis (Turchia), Stoynov (Bulgaria), Kasra (Svezia), NG (Singapore) chiudendo con l’erede di Pablo Abian, il ventitreenne Alvaro Leal. Stranamente questa vittoria non viene riportata dal media ufficiale, motivazione…chissà?
E con l’oro “europeo” finisce la prima parte della rubrica “Azzurri nel Mondo”, nella seconda vi parlerò dell’oro africano e di quelli americani.