X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

Organigramma di una società sportiva - 3a parte



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

È l’ultimo degli articoli noiosi, fate ancora uno sforzo.
“La verità sta nel mezzo, il mezzo per arrivare al fine, il fine che sarà sempre enigmatico”, questa frase ermetica fu scritta da un santone del Bhutan, il Paese del Drago Volante, molti secoli fa. Questo vuol dire che nessuno è il possessore della verità assoluta per questo chiedo la vostra collaborazione sulle soluzioni in merito ai problemi elencati nelle parti precedenti. Qui scrivo le mie, in primis: eliminare gli obblighi fiscali per società che non superino la cifra di 85.000 euro, riproponendo il limite della già citata forfettaria dei liberi professionisti (fino al 2023 era di 65.000) visto, che per statuto, le ASD non possono avere dividendi.
Portare a euro 15.000 il limite, superato il quale, bisogna regolarizzare con un contratto i dipendenti delle ASD mentre attualmente sarebbe fissato a quota 5000.
Non attuare la disposizione che prevederebbe l’istituzione delle “Safeguarding Policies”, con l’obbligo della formazione di un dirigente che dovrebbe segnalare le eventuali prevaricazioni legate al genere, alla religione piuttosto che alla regione di provenienza. Non perché le motivazioni non abbiano valore ma perché il tutto sarebbe un doppione di leggi che già esistono, e in Italia siamo campioni di questa specialità con la stratosferica cifra di 75.000 (più una identica sequela di disposizioni regionali), leggasi settantacinque mila, di normative che riguardano i vari reati. Se pensiamo che in Francia ve ne sono 7.000 mentre nel Regno Unito ne bastano 3.000, fate voi!
Potrebbe far nascere, come in altri settori: uno a caso quello della gestione dei fiumi, conflitti di competenza che allungherebbero i tempi dei procedimenti, visto che anche in questo ambito abbiano il record europeo, condiviso in certi casi dalla Grecia. Quindi lasciar perdere l’Unar, dal nome vagamente riecheggiante il Ventennio e il relativo Osservatorio con l’inquietante orwelliano simbolo.
Andiamo ora alla provabile nascita nel mondo sportivo della figura dell’RSPP facendo notare ai nostri “incompetenti” (ho usato un eufemismo) politici che anche se sono nati dei dipendenti nelle ASD non vuol dire che questi possano incorrere in incidenti come in tantissime attività artigianali e industriali. Sarebbe bello portarli nelle varie palestre, piscine, campi sportivi facendo notare loro che non circolano muletti che scaricano camion, non vi sono ponteggi dove camminano atleti, non vi sono esalazioni di prodotti nocivi, situazioni che dominano nelle classifiche dei rischi nel mondo del lavoro. Giusto sarebbe che i vari responsabili delle società leggessero le norme che regolano le evacuazioni in caso di incendi, terremoti piuttosto che inondazioni ma in questo caso basterebbe sicuramente meno di un’ora di lezione collettiva.
E tutte queste novità nell’anno dell’entrata dello sport nella Costituzione, forse quella che ha procurato meno problemi, perché l’unica rottura è stata quella di doverci sorbire per una settimana i media che lodavano sperticatamente questo inserimento che non ha portato alle società, nonché ai loro dirigenti nessun vantaggio, o mi sono perso qualcosa?
Quello che mi ha colpito invece è stata la mancanza, quasi assoluta, di voci contrarie a questi provvedimenti (CONI e le varie Federazioni) anche se persone vicino alle Commissioni legislative romane mi confessavano che qualcuno si sarebbe opposto a tutto ciò, ma purtroppo sui giornali o nelle varie televisioni non ho riscontrato nessun articolo o servizio in merito. E le decine di migliaia di società sportive purtroppo hanno accettato pedissequamente, per disinformazione immagino, tutte questi impacci burocratici che faranno solo danni ai club già oberati da mille obblighi. Lascio spazio a voi adesso per i vostri suggerimenti, sperando che siano numerosi visto l’importanza che avranno queste disposizioni sul futuro dello sport DILETTANTISTICO italiano. Buon 2024, almeno, spero.
 
 
 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963