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   Kral   

 

Paperon de Paperoni d`Indonesia



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Mi spingerò in questo articolo nella fantascienza economica sportiva più spinta. Leggendo la “Rosa”sono venuto a sapere che i fratelli proprietari del Como Calcio, oltre a essere ricchi sfondati, sono uno, Michael Bambang giocatore di bridge, con risultati a livello mondiale ma fin qui…chi se ne frega. L’altro, Robert Buoi, invece è un grandissimo appassionato di…Badminton! Al che mi torna alla mente quel partecipante indonesiano agli European Master Games di Torino 2019 che era giunto a Caselle con il suo jet privato e allenatore personale, sistema che adopereranno a maggio tutti ma cosa scrivo, tutti i master nordici per raggiungere Caltanissetta (con 2 esse) per i Campionati Italiani, utilizzando a piacere gli scali di Palermo, Catania e perché no Comiso. Gli atleti del Boccardo Badminton Novi saranno, in questo caso, i più fortunati visto che hanno l’aeroporto della “Città dei Campionissimi” a meno di un chilometro in linea d’aria dalla loro sede. Nonostante le mie ricerche su internet non sono riuscito ad appurare se fosse proprio il signor Hartono, questo il cognome della famiglia più ricca dell’Indonesia, quel giocatore o, molto più provabilmente,uno dei suoi tre figli, chissà.
Comunque sia per uno che ha speso nel 2024 12,5 milioni di euro (ugual cifra il fratello) per rendere competitivo il club lariano e far diventare Como la prima città turistica del calcio mondiale, cosa comporterebbe per lui sviluppare il Badminton italiano?
Una briciola dei suoi 20/33 miliardi di capitale, le cifre sulla rete sono discordanti, basterebbe a spingere il nostro sport, sotto una guida manageriale, in maniera esponenziale.
Il loro immenso capitale, nato dalla produzione di sigarette aromatizzate, sviluppato poi in altri molteplici meandri economici, non è sinonimo di pura fortuna.
Avendo poi alle spalle l’esperienza di centri di formazione sportiva a partire dagli anni settanta, la famiglia Hartono decide di costruire nel 2006 il Gor-Jati a Kudus nell’isola di Giava, una struttura dedicata al badminton con 16 campi, 12 in legno, materiale di cui la nazione è ricchissima, e 4 in sintetico per abituarsi alla superficie utilizzata in tutti i tornei internazionali. Oltre a 80 posti letto dedicati ai giovani atleti che vi arrivano dopo una rigorosa selezione a livello nazionale e un appartamento di 300 metri dedicato ai loro coach. Non mancano poi una sala riunioni, uffici, bar, centro fitness, sala computer, sala computer e biblioteca. Quest’ultima nell’ottica che oltre al rendimento sportivo non deve calare quello scolastico, non a caso il centro ha un collegamento diretto con il Dipartimento dell’Istruzione. Non per niente viene considerato il centro di formazione migliore di tutto il continente asiatico. Il tutto nel 2006 costò 30 miliardi di IDR, equivalenti a 2,8 milioni di euro dell’epoca, come scrivevo prima un’inezia per i protagonisti di questo articolo. Risultato di questo impegno cinquantennale? La nascita di campioni che hanno vinto negli anni: All England e vari altri tornei internazionali, Thomas Cup (con 7 giocatori in squadra su ??, Mondiali e vari podi alle Olimpiadi. È logico che seminare riso in Lomellina (territorio lombardo votato a questo tipo di coltivazione) piuttosto che nel Sahara con rare oasi da maggiori risultati. I praticanti indonesiani sono alcuni milioni rispetto a qualche migliaio di italiani ma la spinta di un munifico benefattore senza problemi economici, ahhh i soldi eterni dei, potrebbe essere il volano, non quello piumato, per far decollare il nostro sport nello Stivale. È una visone onirica? Forse si ma visto che i sogni non sono tassati lasciamoli arrivare a vertici altissimi, perché fermarci a pensare alla Luna quando ci sono le stelle?
 

 

 



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